Conferenza stampa Tremonti, riferisce sulla crisi a Camera e Senato - la diretta

Ore 12.26 - Parla Di Pietro è il più in "palla": "Siccome lei qui è impegnato ad ascoltare noi, forse non sa cosa pensano persone a lei vicine. Il ministro Bossi, ministro come lei, ha detto pochi minuti fa "L'intervento del ministro Tremonti è fumoso", tra aria fritta e fumoso c'è poca differenza.

Se poi vuole saperne di più, sa cosa ha detto un ministro del suo governo pochi minuti fa, mi spiace parlare così, ma il ministro Bossi ha detto che si si è incontrato con Berlusconi e hanno parlato sì, "ma di rotture di coglioni". Questo è il governo. Io da questo vorrei partire. Tra il dire e il fare c'è di mezzo un documento, lei non può tornare qui e diremo, faremo, dovremo... quali sono le sue proposte?

Lei ci ha detto solo che è stato commissariato dalla Bce. Tiri fuori questo documento! Lei non mi è mica andato a letto con la Bce. So bene cosa significa confidenziale. Lei come esponente del governo deve dirci e darci il documento della Bce e sapere fino a che punto l'Italia è ancora un Paese sovrano.

Seconda cosa che chiediamo è che lei depositi qui un documento, ma non un documento, un disegno di legge, ne avete fatti tanti, anche per le leggi ad personam, quello che noi crediamo io qui le dico (...) la situazione è gravissima, ma noi IDV faremo la nostra parte (...) Ve ne dovete andare a casa, la mancanza di credibilità vostra è un handicap per la credibilità dell'Italia.

Ve ne dovete andare a casa come hanno fatto i governi che si sono "rotti i coglioni" --- Antonio di Pietro interrotto e invitato usare linguaggio consono - quel che voglio far capire è che questo governo è incapace di intendere e di volere. Se il governo porta un disegno di legge, lo discutiamo, ma è tempo di agire. A oggi non c'è nulla di concreto: ma mi perdoni Tremonti (...) noi vogliamo collaborare, ma su che cosa, ci manca un documento sul quale collaborare.

Io ne ho fatte mille di proposte, gliele riconsegno ancora oggi, questo disegno legge (...) la prossima volta ci porti un documento scritto. Non ci potete chiedere al buio di appoggiarvi. Anche perché ogni volta che fate una cosa, una settimana dopo è da rifare. Io personalmente ritengo che cambiare governo sia una precondizione per stare meglio. Prima si cambia il governo, meglio è per il Paese.

Ore 12.13 - Dopo Pierluigi Bersani, hanno parlato Angelino Alfano e Pierferdinando Casini. Cerchiamo di fare il punto: che cosa ha detto Giulio Tremonti? Giulio Tremonti ha diviso in due parti il suo discorso. Nel primo c'è stata una risposta alle critiche arrivano in queste settimane: Tremonti ha spiegato gli "imprevisti" che hanno fatto precipitare la situazione nelle ultime settimane. Ma il punto buio mi sembra ancora uno: chi paga alla fine?

Ore 11.55 - Parla Bersani: "Dirò qualcosa anch'io sulle questioni costituzionali, che però hanno i loro tempi. Per fare una legge costituzionale e metterci il tempo da record ci vogliono sei mesi, non so se abbiamo sei settimane o sei giorni per prendere qualche decisione. Citerò qualche titolo di cose di cui non discuteremo qui, ma di cui bisogna discutere: noi non dovevamo arrivare qui.

Non c'era motivo perché l'Italia fosse la più esposta alla crisi. All'iniziare della crisi avevano un'economia che andava animata con un po' di riforme, e un po' di crescita. Non dovremmo essere in questa condizione. Secondo noi ribadiamo - e questo che dico non toglie nulla al nostro senso di responsabilità - (...) perché in Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda si è cambiato governo?

Bisogna chiamare collettivamente il maggior numero di forze. Terzo titolo e ultimo: l'esigenza di una presa di coscienza europea, se non facciamo una seconda Maastricht, a uno a uno il mercato ci ammazza tutti. Io penso che dopo l'euro ci sia stato un arretramento da questo versante, Abbiamo bisogno di un fondo di salvataggio, di investimenti strategici, di armonizzazione fiscale.

Sennò l'euro non può salvarsi, io credo che l'Italia debba prendere il suo posto in questa prospettiva. Siamo qui, uno dei paesi più grandi del mondo a prenderci dalla Bce non solo i vincoli, ma anche le ricette. A questo ci siamo ridotti. Arrivo ai temi concreti, che siamo già in ritardo. Chiedo al governo che non tremi il polso, noi siamo passati da dibattiti parlamentari, conferenze stampa, ma perbacco un po' di decisioni, un po' di decisioni. Io credo che quando si viene qui a dire, Ministro Tremonti "Le scelte poltiche le dobbiamo fare" ma cosa abbiamo aspettato?

Io credo che c'è da rimanere preoccupati, siamo un grande paese e ne verremo fuori. Però decisione. Non deve tremare il polso e non tremerà neanche all'opposizione, noi abbiamo delle proposte. Qualcuna la accenno qui: primo punto per la riduzione della spesa, noi privilegiamo un lavoro di taglio non sul sociale ma su tutta l'area pubblica amministrazione... vi faccio una proposta precisa. Vogliamo fare subito una legge costituzionale?

Partiamo domattina e dimezziamo il numero di parlamentari. Di lì in poi ci occupiamo di comuni, società pubbliche, beni e servizi... un pacchetto di dismissioni. Poi la spending review. Su questi temi che ho elencato noi abbiamo proposte precise e siamo disposti a inserirle. Liberalizzazioni, usciamo dalle nebbie: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera settore assicurazioni, servizi pubblici locali. Le liberalizzazioni, non ho mai visto uno appellarsi all'articolo 41, semmai il contrario.

Terzo punto, evasione fiscale. Noi consegneremo proposte precise, per tracciabilità e trasparenza. Siamo certi che queste misure possano avere efficacia. Bisogna avere il coraggio di misure anche impopolari. Quarto e ultimo punto, sul quale abbiamo le nostre idee, chi ha di più deve dare di più. Su queste proposte io mi riserbo, e voglio vedere se le proposte del governo avranno il necessario equilibrio sociale.

Chi ha di più, a qualsiasi titolo, dia di più, e chi ha avuto qualche regalo immeritato in questi anni dia il suo bolo alla ripresa del Paese. Bisogna anche prevedere qualcosa per la crescita, quando si deve far trenta, bisogna fare trentuno per dare un pochino di stimolo, noi abbiamo un problema strutturale, il problema non è solo il debito pubblico. Se non cresciamo un po', spariremo.

Ore 11.42 - Continua Tremonti: "Un voto, già un primo voto sarebbe un passaggio di grande rilievo. Questa è la prima parte. Come posso procedere? Vado avanti su quello. Allora... il decreto che pone il pareggio di bilancio al 2014 è stato votato dalla Camera alla metà del luglio scorso. Da allora tre fatti nuovi successivi e concatenati hanno modificato il corso delle nostre attività. Il primo è la intensificazione verticale della crisi finanziaria.

La prospettiva era diversa nel periodo in cui è stato costruito il decreto. È arrivato qui il 15, ma è stato disegnato prima. Il 2014 poi non l'abbiamo inventato noi, da due anni era la data europea, il patto Europe Plus parla di 2014. Tutti i documenti presentati dall'Italia sono relativi al 2014 e contengono quel profilo temporale di progressivo abbattimento del deficit verso il pareggio di bilancio, organizzato come proposto da noi. Se posso aggiungere non c'era l'obbligo del pareggio nel 2011.

C'era un percorso graduale, progressivo... nei computer di Bruxelles non c'è il ciclo elettorale di nessun paese... la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non facile da prevedere nella sua dinamica. Personalmente non credo di essere accreditabile come dispensatore di formule ottimistiche. Certo è che la nostra manovra va a ridosso del vertice dei Capi di Stato del 20-21 luglio, viene approvata in quella sede, il vertice era per una soluzione, se vedete la curva degli spread scende fino al venti-ventuno.

I mercati, gli operatori attendevano un segnale forte dal vertice, un intervento della Banca Centrale. Gli effetti positivi del vertice a maggio 2010 sono stati spazzati via, insieme alla crisi greca, si arriva al vertice del 21 che non è il superamento della fase di incertezza creata dopo quella passeggiata di autunno... gli spread sono risaliti. Questa prima criticità si incrocia con le criticità che si manifestano dall'altra parte dell'Atlantico, il default, il downgrade, il rischio di recessione negli Stati Uniti.

Questo è il primo dato che dobbiamo considerare. Primo fatto: la crisi che si intensifica. Secondo fatto, la... diciamo... la indicazione che viene dalle sedi europee per un anticipo della manovra dal 14 al 13, indicazione che trova un riscontro n una lettera strettamente confidenziale dall'autore, e tuttavia ci sono riscontri oltre che di stampa in tante sedi e per noi fu tanto importante la discussione con la cancelleria tedesca, con la Francia, una discussione in cui fu apprezzato l'anticipo del pareggio di bilancio.

Se posso dire le indicazioni che ci arrivano da fuori riguardano sia la crescita che il bilancio. Piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, privatizzazione su larga scala dei servizi pubblici locali. Contrattazione a livello aziendale, e quindi il superamento di un sisema centrale rigido, e poi formule piuttosto critiche, cioè dire licenziamento o dismissione del personale compensato con meccanismi... appaiono anche le parole "diritto di licenziare" non è detto che questo faccia parte dell'attività del governo.

Per quanto riguarda il bilancio, pensioni di anzianità donne settore privato, taglio stipendi dipendenti pubblici ma anche questo non è detto che sia oggetto di intervento. E altre e più specifiche ipotesi di intervento. Il primo fatto dal 15 luglio era la crisi, il secondo fatto è la richiesta accolta di anticipare dal 14 al 13 il pareggio di bilancio. Tanto la scelta fatta prima, quanto l'anticipo di un anno pone dei problemi di ristrutturazione. Noi dovremmo chiudere quest'anno al 3,8 - 3,9 dovremmo scendere direttamente verso l'un per cento, ipotesi decisamente drastica, essendo già in settembre...

Se ci equilibriamo già a metà dobbiamo fare una manovra molto forte su quest'anno. I numeri sono in corso di elaborazione e su come baricentrarci sul 12 e sul 13 la presenteremo al consiglio dei ministri. Il terzo punto sul quale si manifesta una novità, l'intensificarsi della crisi, la richiesta dell'anticipo, il terzo punto sono le proposte delle parti sociali.

E sono otto punti, noti, perché resi pubblici. Se posso chiudere, vi anticipo le nostre ipotesi: abbiamo detto nella costituzione l'articolo 81, sarà fondamentale il lavoro di tutto, l'articolo 41 della costituzione, io so quanto è discussa questa ipotesi in base a esperienze fatte in tanti anni sono convinto che devi liberalizzare ma è fondamentale passare dalla costituzione, è così intricato il sistema giuridico, che è un nuovo medioevo.

Il sistema è talmente complicato che riformarlo dall'interno va completato con una modifica della costituzione. Dobbiamo intervenire sui costi della poltiica, alcune ipotesi furono presentate e poi attenuate, bisogno tornare su quel tema. Sono le complessità del sistemna che stratificate in tanti che hanno causato un effetto di mano morta e di costo eccessivo. Dobbiamo e possiamo intervenire con forza sulle liberalizzazioni, sui servizi pubblici e sulle professioni. Possiamo fare ipotesi di dettaglio: accorpare sulla domenica le festività.

Può essere un modo tipicamente europeo per aumentare la produttività sistemica. Sul lavoro, dobbiamo intervenire e rendere più flessibili il mercato del lavoro, ed evitare - opinione personale - evitare forme di abuso dei contratti a tempo determinato, crei degli effetti di instabilità della persona negativi per l'economia. Finisce che sono tutti dei subprime, e questo forse non è giusto. Per quanto riguarda il welfare, la UE auspica tagli orizzontali, dobbiamo intervenire sull'evasione fiscale.

Sulla tracciabilità, su contributi di solidarietà, e... su... strumenti di allineamento e tra l'altro forme più efficaci di contrasto dell'evasione fiscale in caso di mancata emissione della fattura. Ultimo punto, rendite finanziarie. Una materia che è già in quale modo definita nelle scelte generali di politica fiscali, se guardate la legge delega trovate la norma che prevede l'allineamento delle aliquote. (...) questo incrocia più o meno le richieste che ci sono state fatte. Credo sia opportuno ascoltare anche le vostre proposte"

Ore 11.23 - Prosegue Tremonti "Ho detto, è materia di altissima complessità. (...) C'è un forte problema di definizione delle sanzioni, in caso di deviazioni dagli schemi, e di ridefinizione degli organi di controllo. Lascio agli atti un documento sviluppato su sedici punti, analitico. È fondamentale per quanto è la posizione del governo e l'esperienza fatta che ci sia un esplicito riferimento ai meccanismi europei, che ci sia un definito riconoscimento dei vincoli economico finanziari che ci derivano dall'appartenenza all'unione europea.

Non basta fare riferimento ai trattati del'Unione, per esempio il patto Europe Plus ha una forza politica che va richiamata. Quali altri problemi fatto questo fondamentale richiamo all'Europa, per legittimare i criteri di gestione della nostra finanza pubblica? Va considerato il ciclo economico entro certi limiti, gli eventi eccezionali, da definire in una logica di rigore, e vanno considerati gli investimenti che andrebbero considerati come quote di ammortamento. C'è un problema di controlli, ex ante ed ex post, quali organi, quali poteri e quali controlli, quali sono i rapporti tra stato e governi locali, se debba o possa essere reso esplicito che una legge fatta in violazione del nuovo articolo 81 sarebbe incostituzionale.

C'è un'ipotesi che potrebbe essere presa in considerazione per i governi locali, il fallimento politico, quale ruolo assegnare alla Corte dei Conti, e quali formule di transizione. Come chiudere? Delle proposte presentate in Parlamento credo sia quella presentata dal Senatore Nicola Rossi possa essere una base di discussione, credo che la proposta di Rossi sia il meglio della proposta italiana, che vada sviluppata in prospettiva europea"

Ore 11.17 - La parola a Giulio Tremonti. "Un caso di eterogenesi dei fini, l'idea era l'art 81 ma mi sembra ci siano molte opportunità di parlare sia del pareggio nella costituzione sia del pareggio anticipato con quello che deriva. Dividerò il mio intervento in due parti. la prima formale sull'articolo 81, e la seconda a illustrazione della scelta di anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013.

L'art 81 della nostra costituzione non costituisce un caso di successo, pur in forza di questa norma siamo arrivati a fare il terzo o quarto debito pubblico del mondo, record che viene in qualche modo avvicinato da altri paesi, il debito sostanziale sale di molto. Tuttavia la nostra è una posizione straordinaria, in rapporto al pil. Qual è la dinamica, la meccanica sottostante? La norma dal 48 alla fine degli anni sessanta ha funzionato nella forma e nella sostanza, la forma ha determinato un corso della nostra finanza pubblica in pareggio, senza dinamiche di indebitamento sostanziali.

Poi la stessa norma si apre a una dinamica diversa, nella prima parte della prima repubblica coincidevano forma e sostanza, nella seconda parte la costituzione formale resta uguale, ma quella materiale prende una dinamica verticale ed esponenziale. Non è questa la sede per una ricostruzione storica, ma è evidente che ora dobbiamo cambiare l'articolo 81, non ha più funzionato e trova difficoltà a funzionare.

Non solo esiste questo problema interno esiste un vincolo esterno che viene dall'Europa, in tutta Europa per l'applicazione di un modello che viene dalla Germania da allora a seguito della crisi si è fatta nell'economia del patto Europe Plus, di costituzionalizzare le regole di bilancio. Il patto non è un trattato ma un vincolo formale e politico molto forte, l'impegno che tutti i paesi hanno assunto è un impegno molto forte. Tanto più forte per un paese che ha un molto alto debito pubblico.

La prima constatazione potrebbe essere, se il vincolo arriva dall'Europa basta la costituzione? Può essere? ma dal lato politico dobbiamo formalizzarlo costituzionalmente. Tra l'altro, dato la dimensione del nostro debito pubblico, più forte è il passaggio politico, costituzionale, simbolico, meglio è. Bisogna farlo in maniera esplicita, forte. La scelta giusta è costituzionalizzare la normativa. Forse sarà oggetto del dibattito che faremo nella seconda parte, ma certo questa scelta di costituzionalizzare in Europa - il cantiere politico è aperto dalla Francia alla Polonia - la scelta segna la fine di un'epoca, in cui l'occidente poteva piazzare i suoi prodotti e i suoi titoli quando voleva e al prezzo che voleva, arriva un'epoca di scelte di maggior rigore.

La scelta di intervenire per una modifica costituzionale sull'art 81 è una scelta del governo riflessa dagli impegni europei. È una scelta fatta autonomamente anche in parlamento"

Ore 11.07 - Qualche minuto a disposizione dei cameraman e dei fotografi e finalmente si comincia. In questo momento Donato Bruno, presidente della I Commissione della Camera introduce Tremonti. Nulla di particolarmente rilevante.

Ore 11.01 - Si comincia. Molto puntuale Tremonti: vediamo cosa dirà.

Dalle 11 Giulio Tremonti riferirà a Camera e Senato sul modo in cui il Governo vorrà “configurare la propria iniziativa legislativa in merito all’introduzione del principio di pareggio del bilancio“. All'introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Costituzione abbiamo dedicato ampio spazio in questi giorni, cercando di riassumerlo in una maniera semplice. È la riforma dell'articolo 81 della Costituzione, vedremo come la affronterà Tremonti tra poco.

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