Crisi. Umberto Bossi in confusione. Come il Governo

Umberto Bossi sulle pensioni

Se Tremonti non brilla quando riferisce alla Camera, Umberto Bossi appare confuso e si smentisce consecutivamente più volte del solito. Considerato che si tratta di un Ministro del Governo in carica, è lecito ritenere che questo stato di confusione sia ascrivibile anche al Governo stesso.

Se solo ieri, dalle pagine de La Padania, il leader del carroccio tuonava tutto il suo populismo al grido di Le pensioni dei lavoratori non si toccano, qualcuno doveva poi segnalargli che, in caso di manovra stringente, avrebbero dovuto scegliere: o le pensioni o la patrimoniale. E così, dalla Lega, si levavano gli scudi: No alla patrimoniale. Ma la scelta è fra l'una o l'altra, parrebbe. E così, eccolo, Bossi, a ripiegare su un Vedremo.

Poi il Senatur aveva ammesso candidamente il commissariamento dell'Italia da parte della Bce: Va bene così, dichiarava l'8 agosto 2011. Oggi, dopo il fumoso discorso di Tremonti - che Bossi ha definito, perlappunto, Fumoso, al punto che Tremonti ha detto, durante la risposta alle repliche dei vari rappresentanti di gruppi parlamentari, che è una cosa di cui dovranno discutere - Bossi ha cambiato di nuovo linea.

Ora sostiene che quello della Bce sia un tentativo per far saltare il governo.

E se la prende con Mario Draghi, non perché, insieme a Trichet, impone l'ingerenza politica della Bce all'Italia dettando l'agenda delle riforme da effettuare, con una lettera ancora adesso non resa pubblica - cosa fuori da ogni logica democratica -, ma secondo la solita retorica nostrana: Temo che quella lettera sia stata fatta a Roma e lui da qui è andato in Europa ma è sempre a Roma.

Si decidesse, il Ministro per le Riforme Istituzionali. Perché l'Italia ha bisogno di sapere cosa pensino effettivamente e cosa abbiano intenzione di fare, lui e il suo Governo.

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