Regioni ed enti locali bocciano il decreto anticrisi di Tremonti: sono tagli sociali

Decreto anticrisi Tremonti - Roberto Formigoni

Sono in questo momento in conferenza stampa i rappresentanti degli enti locali, al termine dell'incontro con il Governo a proposito della manovra prevista dal decreto anticrisi di Tremonti. C'è un clima di tensione e disfattismo.

Tutti bocciano la manovra, senza esclusioni. Anche esponenti importanti del Pdl come Roberto Formigoni e Gianni Alemanno.
Per il 2012, sarebbero stati richiesti 6 miliardi di taglio in carico a Regioni, Comuni e Province, così distribuiti: 1,7 miliardi di tagli ai comuni, 0,7 alle province, 1,6 alle regioni a statuto ordinario, 2 alle regioni a statuto speciale.

In particolare, il sindaco di Roma ha tenuto a sottolineare che i tagli richiesti a Comuni, Regioni e Province sono tagli alla spesa sociale. E che i cittandini dovranno essere informati in merito.

Formigoni attacca anche sulla parola chiave del federalismo fiscale: il Governatore della Regione Lombardia non capisce cosa intenda Tremonti quando parla di anticipio del federalismo fiscale:

il federalismo fiscale è ormai insussistente, non esiste più.

Poi durissimo:

Una manovra che picchia sugli enti locali va a colpire elementi essenziali per la qualità della vita delle persone. La nostra proposta radicale è di pensare ad altre forme per reperire la somma che ci è richiesta dalla Bce. La nostra poposta è abolire questi tagli e sostituirli con altre misure, per garantire un minimo di vivibilità in particolare ai ceti più bassi.

Peraltro, pare che Tremonti abbia messo in dubbio anche la possibilità di mantenere i fondi Fas per la difesa del suolo.

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