Crisi, stangata bis: tappabuchi senza via d'uscita. E Berlusconi piange lacrime di coccodrillo

Chi si aspettava da Berlusconi la “mossa del cavallo” per la rinascita dell’Italia si trova ora con la “mossa della disperazione” di chi mena la scure sugli italiani laboriosi e onesti senza toccare le caste, a cominciare da quelle politica.

La manovra bis dell’ultimo Cdm di ieri sera è la dimostrazione della improvvisazione e della irresponsabilità di Silvio Berlusconi e del suo governo, passati in poco tempo dalla negazione della crisi al panico dello tsunami. Diviso e incapace di trovare una sintesi a salvaguardia degli interessi del Paese, il Governo ha scelto la vecchia strada di colpire chi già paga, in particolare le famiglie e il ceto medio, con più tasse e balzelli, con attacchi agli enti locali, quindi ai servizi dei cittadini.

L’elenco è lungo e non basta un annuncio positivo come quello dell’abolizione di 34 province (sarà vero?) o il “contributo di solidarietà” (un bluff) a ribaltare un giudizio assolutamente negativo sulla manovra da oltre 45 mld di tagli, senza uno straccio di progetto e di investimento per lo sviluppo e per la produzione di richezza.

In sintesi, è solo l’ennesimo tappabuchi per non fare affondare l’esecutivo di un centrodestra disastroso e disastrato, sparso nei luoghi di villeggiatura.

Mai nella storia repubblicana del nostro Paese è stato chiesto tanto per non ottenere nulla. La manovra era necessaria, ma quanto fatto dal governo dà il colpo di grazia ai cittadini e porta il Paese in fondo al pozzo. Ora il Premier piange lacrime di coccodrillo. C’è ancora chi è disposto a credergli?

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