Decreto anticrisi Tremonti, il day after: le reazioni alla manovra che "gronda sangue"

manovra anticrisi tremonti reazioniE così ieri sera il Consiglio dei Ministri ha approvato le misure contenute nel decreto anticrisi di Giulio Tremonti. Noi abbiamo dedicato ampio spazio al decreto, e ancora ne dedicheremo nei prossimi giorni quando le misure saranno più chiare. Intanto val la pena di farsi un giro e vedere cosa hanno scritto gli editorialisti dei maggiori quotidiani italiani. La chiave di lettura di molti, è che ieri Berlusconi sia definitivamente morto politicamente: sia morto il Berlusconi del "meno tasse per tutti", della libera impresa. Il liberale che aveva fatto sognare tanti in buona e cattiva fede negli anni passati, perché oggi, 2011, non posso credere che qualcuno lo ritenga ancora tale.

Tra i pezzi più interessanti vi segnalo Michele Brambilla su La Stampa:

Che cosa deve pensare oggi questo elettore di centrodestra? Da quella discesa in campo sono passati diciassette anni, di cui dieci con Berlusconi presidente del Consiglio, e: 1) le tasse non sono mai state alte come adesso; 2) la presenza dello Stato non è mai stata invadente come adesso; 3) le piccole e medie imprese, cioè il mondo più antropologicamente berlusconiano, non sono mai state in sofferenza come adesso; 4) non ci saranno più le correnti dei vecchi tempi democristiani, ma in confronto alla maggioranza di oggi la Dc di allora appare unita come un partito comunista della Bulgaria.

Massimo Giannini su Repubblica invece affonda sull'inadeguatezza di un governo che non ha capito nulla di quanto stesse accadendo nel mondo.

Aggiungo io: fissandosi per mesi e anni sulle beghe personali del suo primo ministro, dal processo breve, al processo lungo, dalla prescrizione breve, al ddl Alfano intercettazioni, a tutta una serie senza fine di leggi ad personam che hanno distratto un parlamento da quello che dovrebbe fare. Governare per tutti, legiferare per tutti, non per uno solo. Scrive Giannini:

Per fortuna che questo dice di essere il governo che "non mette le mani nelle tasche degli italiani". Berlusconi e Tremonti continuano a ripetere che "in cinque giorni tutto è cambiato e tutto è precipitato". Sappiamo bene che non è così. Tutto sta cambiando dall'inizio della crisi globale del 2007, con il crac dei mutui subprime americani. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi europea del 2010, con il crac del debito irlandese e poi di quello greco. Tutto sta precipitando dall'inizio della crisi occidentale del 2011, con il fantasma della double dip recession che soffoca Stati e mercati. Non averlo capito per tempo è la colpa più grave e imperdonabile che il governo italiano si porta dietro.

Stefano Menichini su Europa punta sull'inadeguatezza della manovra. Classista, che colpisce solo chi non può non pagare.

Vittima di una manovra a metà fra populista e classista, se pure non nel senso tradizionale. Delle raccomandazioni europee, la principale, quella decisiva, è ignorata. Neanche una misura appare finalizzata alla crescita, all’apertura dei mercati, all’effettivo contrasto alla stagnazione che nasce dagli oligopoli e dalla convenienza della rendita (...) Una manovra siffatta è figlia di non-scelte, della paralisi dei veti leghisti e degli odi personali. La sua sostanza rimane però, inevitabile: Berlusconi ha messo le mani nelle tasche dei cittadini. Ce le ha affondate, anzi. E nessun artificio retorico lo salverà da questo suggello inglorioso al fallimento della sua carriera politica.

Mario Sechi su Il Tempo invece vede da destra la questione. E anche da destra il decreto anticrisi di Giulio Tremonti è indifendibile. La sinistra l'avrebbe fatta identica? Probabile: problema, questa manovra l'ha fatta un governo di centrodestra che faceva vanto di "non mettere la mani nelle tasche degli italiani". Una manovra che punisce solo chi non può evadere, al solito.

La spremuta fiscale è enorme, i redditi medio-alti subiscono un prelievo pesante e punitivo, i dipendenti pubblici riceveranno la liquidazione due anni dopo, i lavoratori autonomi onesti avranno un aumento dell’Irpef. Mi fermo qui e sintetizzo: chi dichiara i redditi paga di più e l’evasore è incentivato a restare nel mare magnum del «nero». Lo Stato non arretra, ma avanza come un panzer. Il presidente del Consiglio dice che il suo «cuore gronda sangue» (...) Così ha vinto il partito della patrimoniale mascherata. Così la Lega ha vinto la sua battaglia antistorica e suicida sulle pensioni, contribuendo allo spianamento ideologico di chi lavora sodo, ha talento, rischia, guadagna e consuma (...) so far di conto e ho un timore perché il tempo è galantuomo e il direttore de Il Tempo paziente: gli effetti recessivi di questa manovra sono dietro l’angolo.

Dice bene Sechi: la recessione con una manovra del genere, è dietro l'angolo. Semplificando molto: chi spendeva qualcosina, ora spenderà di meno oppure niente. Maurizio Belpietro su Libero invece punta sugli umori dell'elettorato di centrodestra: pessimi.

Ora, siccome chi mi scrive o mi telefona non è un supporter di Bersani o di Di Pietro, debbo concludere che il popolo di centrodestra è assai incazzato con i suoi rappresentanti. Non so se il Cavaliere ci abbia riflettuto ieri quando ha dato il suo assenso ai provvedimenti per riequilibrare i conti. Sta di fatto che, con il varo di una tassa extra la quale colpisce chi guadagna più di 90 mila euro gli ha dato una stangata a molti dei suoi elettori (...) Ma si rende conto Silvio Berlusconi di che cosa vuol dire guadagnare 90 mila euro lordi l’anno? Non si è nababbi con quella cifra. Si è semplicemente lavoratori, professionisti, artigiani

Esatto: e ora quei pochi spenderanno ancora meno. Recessione dietro l'angolo, lo vedremo nei prossimi mesi.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO