Manovra, monta nel Paese la protesta contro Berlusconi e la fronda nel Pdl contro Tremonti

Domani, ferragosto, i mercati internazionali riaprono ed emetteranno il loro giudizio sulla manovra bis del governo. Sono in pochi a credere in una risposta positiva. Si vedrà quanto è ben riposto l’ottimismo di Silvio Berlusconi.

Per ora, sulla pesantissima stangata bis, monta la fronda nel Pdl e nella Lega e, pur se distratti dalle ferie, sale la protesta nel Paese: dai poliziotti ai vescovi, passando per sindacati e varie organizzazioni di categoria. Le opposizioni sembrano aver recuperato una linea unitaria, quanto meno, in un no secco alla manovra ritenuta necessaria, ma bollata come inutile e iniqua, per nulla volta alla ripresa e allo sviluppo.

Le opposizioni, specie il Pd, fanno bene ad essere “costruttivi”, predisponendo una contromanovra per il confronto immediato in Parlamento. La verità, però, verrà presto a galla, e le aperture del Governo si dimostreranno un bluff o una vera e propria trappola. Nel senso che la manovra (già firmato il decreto da Napolitano) è quella, prendere o lasciare.

A quel punto, tutte le maschere cadranno, e si vedrà in Parlamento, con il voto, chi terrà in piedi un Governo che non ha più alcun motivo per restare. E spetta al Pd, Idv, Terzo Polo, così come ai sindacati, indicare subito una forte risposta organizzata, che permetta agli italiani di protestare e lottare, anche con lo sciopero generale. Chi tace o acconsente diventa complice di chi affossa l’Italia e accoppa gli italiani.

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