Il compagno Tremonti e le critiche

Libero sulla manovra

Tutti scontenti per la manovra, a sinistra e - almeno a parole - a destra, al centro e in Confindustria, fra gli enti e gli imprenditori. Tutti con le loro specifiche motivazioni, però. Perché fatto il decreto si cominciano a misurare le collateralità - anche quelle che sembrano di scarsa o nulla importanza. Tipo l'Accademia della Crusca a rischio sospensione. Succede, quando si fanno i tagli orizzontali e quando si trasforma tutto in numeri e parametri a soglia fissa. Poi, ovviamente, si troveranno le eccezioni. E si faranno altri scontenti - e quel che non piace. (Qui il testo integrale).

La Marcegaglia, insaziabile, voleva anche l'aumento dell'IVA e una riforma delle pensioni. Anche Montezemolo avrebbe toccato le pensioni, e proposto una tantum per i superricchi (patrimoni superiori ai 5 o ai 10 milioni di euro). Il Pd ha presentato la sua contromanovra - che ha comunque le sue brave e decantate liberalizzazioni - e l'Udc se la prende per i danni alle famiglie. Vendola spara duro contro il liberismo e i sacrifici all'altare del capitalismo sfrenato - è l'unico a farlo -; Enrico Letta propone un abominio politico-qualunquista (un governo con Bersani, Casini, Alfano e Maroni). Di Pietro vorrebbe che le Province fossero abolite tutte, l'Anci vuole gli emendamenti per tutelare gli enti locali, ciascuno che abbia interessi vuole difendere le Province in via di taglio e se la Lega gongola per le pensioni e per la difesa dei comuni virtuosi (deve pur gongolare per qualcosa), molti suoi esponenti sono durissimi.

Ma le critiche più belle arrivano da destra. "Belle" in senso folkloristico, ovviamente. Perché evidentemente bisogna preparare l'elettorato berlusconiano al momento in cui si vorrà provare ad abbandonare Tremonti al suo destino. Checché ne dica il presdelcons. Oppure, bisogna far vedere che sono scontenti anche i pasdaran per far sembrare la manovra socialmente equa. E così, il miglior pezzo di critica, fra tutti, è senz'altro il Fermate il compagno Tremonti di Marcello Foa, che si lamenta per il contributo di solidarietà:

Abbiamo eletto un governo liberale di centrodestra, non un governo socialista che premia chi froda e punisce i cittadini onesti. E se Berlusconi non vuole farsi travolgere dalle follie del suo ministro corregga in fretta la rotta. Risanare senza ingiustizia è possibile, ma prima bisogna fermare il compagno Tremonti. O no?

Al di là della retorica - notare che evidentemente, secondo Foa, solo gli elettori di centrodestra sono onesti - non ha di che preoccuparsi, Foa. E' ingiusto dare del compagno al Ministro dell'Economia. La manovra di Tremonti è talmente di destra (anzi, talmente oltre, votata com'è al Dio-mercato. Aveva pure la cravatta di Yale, per festeggiare, Tremonti) che Foa avrà tutto tempo di rivalutare le proprie cosiderazioni.

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