Manovra - I piccoli comuni in rivolta: "golpe" legislativo.

I piccoli comuni

Non ha mezze misure, il comunicato che si legge sul sito ufficiale dell'ANPCI, l'Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani in reazione alla manovra di Tremonti che prevede un taglio alle amministrazioni comunali di circa 1900 località in tutta Italia. Ecco il testo:

Non sono i piccoli Comuni la causa del dissesto finanziario del Paese e non è certo eliminando con un “golpe” legislativo le amministrazioni locali che si risolvono i problemi di bilancio dell’Italia. Lo afferma con piglio agguerrito Franca Biglio, sindaco di Marsaglia, un piccolo comune piemontese di circa 300 abitanti, che presiede l’ANPCI, l’Associazione dei Piccoli Comuni Italiani. “Dobbiamo sopportare i pesanti tagli alle nostre amministrazioni locali, che ci impediscono di erogare servizi indispensabili per i cittadini, e ora dovremmo sopportare anche la cancellazione dei comuni più piccoli senza neanche fiatare. No, questo non è accettabile. Non è così che si diminuiscono i costi della politica. “Dobbiamo vendere cara la nostra pelle!” sbuffa la battagliera prima cittadina rispondendo alle ripetute ipotesi di riforma avanzate a livello nazionale che ogni giorno vengono lanciate da questo o quel parlamentare.

E non ha certo il sapore dell'attaccamento alla poltrona, la presa di posizione della Biglio. Che spiega le sue ragioni, insieme a Paolo Benvenuti, direttore generale dell’Associazione Nazionale Città del Vino. Nel comunicato si ricorda che gli amministratori locali dei piccoli centri prendono poco o nulla e sono spesso animati dalla passione; che il 3% dei parlamentari costa quanto i Comuni italiani sotto i 5mila abitanti. Che i piccoli comuni sono presidi sul territorio che forniscono ai cittadini servizi laddove questi sarebbero, altrimenti, dismessi.

I nostri politici – afferma ancora Franca Biglio – non sembrano capire che certi nostri territori, soprattutto quelli di montagna, devono essere tutelati e monitorati giornalmente per evitare il loro degrado, ad esempio per quanto riguarda il dissesto idrogeologico.

Anche sull'imposizione dall'alto degli accorpamenti, la Biglio ha le idee molto chiare:

Le amministrazioni locali hanno strumenti per risparmiare i costi di gestione di molti servizi, dallo smaltimento rifiuti al trasporto scolastico, persino le guardie comunali oggi in molti casi sono al servizio di più Comuni. L’accorpamento può essere una soluzione solo se condiviso e se la scelta viene dal territorio: devono essere le comunità locali a decidere, le imposizioni dall’alto spesso causano più guasti che vantaggi.

Il prossimo 30 settembre ad Assisi si celebrerà la giornata dei piccoli comuni, nell'ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
In quell'occasione, verrà rilanciata la protesta. Del resto, la Lega oggi ha fatto emergere una nuova presa di posizione.

Per bocca del Ministro degli Interni Roberto Maroni, il carroccio ha fatto sapere di essere contrario allo smantellamento dei piccoli comuni. Maroni ha dichiarato:

Credo che il Parlamento debba fare uno sforzo per garantire un taglio dei tagli previsti per le autonomie locali. Mi auguro che i tagli ai Comuni si possano azzerare introducendo altre misure

Il che significa che in Parlamento ci sarà battaglia.

Una curiosità di cui occorre dare conto: Franca Biglio, portavoce dei piccoli comuni in quanto presidente dell'ANPCI, ha i suoi piccoli guai giudiziari. Accusata di percepire rimborsi spesa eccessivi, ha però restituito alle casse del comune che amministra i 25.357,94 euro che le erano stati contestati.
Sarà comunque in aula per il processo, dal prossimo 12 gennaio. Ha scelto il rito normale, escludendo il patteggiamento.
Su Provincia Granda, settimanale online di informazione locale, si legge:

Andiamo a giudizio - ha spiegato l’avvocato di Franca Biglio, Roberto Piacentino - dopo aver rifiutato il patteggiamento, in quanto riteniamo ci siano buoni spazi di dimostrare l’innocenza della mia assistita. Intanto resterà alla guida del Comune e non si dimetterà.

Di certo, la restituzione di quanto contestato, non è una prassi, in Italia. E questo guaio non toglie alcun valore alla posizione della Biglio.

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