Formigoni "spara" contro la manovra. Solito can che abbaia ma non morde?

Soffia forte la fronda nel Pdl e se in molti, dal centro alla periferia, rumoreggiano e scalciano in … incognito, un big come Roberto Formigoni non ha paura di mettersi per traverso, a viso aperto. Il presidente della Regione Lombardia non usa la lima per rifinire ma l’accetta per demolire, non critica particolari insignificanti della manovra bis ma spara con il cannone al cuore del provvedimento, demolendolo sul piano politico.

“Mi rivolgo al Pdl, il mio partito, dicendo che ci sono nella manovra due punti da modificare completamente e a tutti i costi perchè contraddicono l'identità stessa del Popolo delle liberta", attacca Formigoni. Poi i due colpi secchi: “Il primo punto sono le tasse, cioè le mani nelle tasche degli italiani, il secondo la scure su regioni e comuni”.

Nessuno dell’opposizione, fin’ora, è stato così chiaro e netto, politicamente più incisivo e, forse, più pericoloso. Fossimo ancora nell’epoca dei partiti veri, le affermazioni di Formigoni aprirebbero subito una battaglia politica interna all’ultimo sangue, con l’avvio di un congresso straordinario.

E nel partito del “predellino”? E’ sempre stato uno solo, il Cav, a distribuire tutto, bacchettate comprese. Forse Formigoni sarà costretto a fare il solito dietrofront incolpando i media di averlo frainteso. A meno che …

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