Ore 12 - Aaa leader cercasi. La differenza fra Bossi e ... De Gasperi. Solo questione di stile?

altroStatisti, o anche leader, cercasi. Per una volta lasciamo stare il numero uno del governo (il Cav) e limitiamoci al numero due (il Senatur).

Il capo della Lega, al di là delle sua giravolte e dei suoi contorsionismi, è noto per dire “pane al pane e vino al vino”, magari in canotta. Soprattutto davanti alla sua base, il padre del Trota, spesso “sbiella”, anche perché non è facile mantenersi in equilibrio, con un piede sul pratone di Pontida (o limitrofi) e il posteriore incollato nei palazzi del governo.

In queste ore Bossi si arrampica sugli specchi per far digerire ai suoi la manovra bis, tutto un lavorio teso a dimostrare l’indimostrabile: sì alla manovra ma no alla stangata, come se la Lega non centrasse niente e subisse i dictat di premier e ministri. Per sostenere la tesi di un Carroccio “Robin Hood” Bossi, nel comizio ferragostano, racconta gli scontri nel Cdm, in particolare sul capitolo pensioni, che la Lega vuole difendere, arrivando a offendere un collega di governo con termini da curva sud.

“Abbiamo litigato tutto il giorno. Prima del Consiglio dei ministri e durante il Consiglio. Col ministro Brunetta per poco non passiamo alle vie di fatto. Brunetta, nano di Venezia, non romperci i coglioni”. Quando si dice, l’arte della diplomazia, la stoffa del leader. Chissà quali frasi avrebbe usato Bossi … il 10 agosto 1945 a Parigi nel plenum mondiale sui trattati di pace, con l’Italia sconfitta e sotto il tiro degli stati vincitori.

Per fortuna dell'Italia c’era Alcide De Gasperi, neo premier: “Signori, sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me. E’ soprattutto la mia qualifica di ex nemico che mi fa considerare come imputato. Come italiano non vi chiedo alcuna concessione, vi chiedo solo di inquadrare la nostra pace nella pace che ansiosamente attendono gli uomini e le donne di ogni paese che nella guerra hanno combattuto e sofferto per una meta ideale”.

De Gasperi – come scrive Antonio Ghirelli – “non implora e non recrimina, non piange come Vittorio Emanuele Orlando nell’altro dopoguerra, non minaccia rivincite come ha fatto Mussolini per vent’anni”. Il segretario di Stato americano va a stringere la mano a De Gasperi. E si sa quanto quel gesto portò all’Italia. E BOssi e questi di oggi? Fora di ball!

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