Manovra - Berlusconi: «Saremo secondi solo al Giappone» (1994)

Manovra - Berlusconi: «Saremo secondi solo al Giappone»

Silvio Berlusconi commenta la manovra appena varata: «Saremo secondi solo al Giappone». Guardiamo bene la data de La Stampa: era il 29 settembre 1994.

Manovra 1994 La manovra di allora era da 48mila miliardi di lire. Come vedete, lo schema non era poi molto diverso da oggi: innalzamento dell'età pensionabile e tagli allo stato sociale. Nemmeno sul fronte televisivo la situazione era differente: Bossi voleva una rete Rai (in sostanza l'avrebbe ottenuta), la Rai rischiava una specie di commissariamento (in sostanza, è arrivato) e Demetrio Volcic se ne andava dal Tg1 di cui era stato direttore sbattendo la porta. All'epoca, però, si abbatteva la scure anche sulla sanità. Esattamente come nella versione della manovra prima della stretta finale - ce la siamo già dimenticati tutti, dopo che è arrivato il decreto anticrisi e dopo che Tremonti ha rassicurato che non ci saranno (altri) tagli alla sanità? -, con il ritorno dei ticket.

I toni di diciassette anni fa erano trionfalistici. E non è andata così. I toni di adesso sono da salvatori della patria. L'equazione, visto che la minestra è sempre la stessa, porta a un risultato scontato. Ma anche i toni delle opposizioni non sono certo cambiati: impotenti e spesso complici, esattamente come allora.

Nel frattempo, su Non leggere questo blog appare una raccolta di tutte (o quasi) le dichiarazioni del presdelcons in tema tasse: c'è da disperarsi.

Del resto, ricorderete lo slogan, Meno tasse per tutti. E magari ricorderete anche il celeberrimo contratto con gli italiani che prometteva un abbattimento della pressione fiscale. Come?

Con questa strategia:

    Abbattimento della pressione fiscale:
    con l'esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui;
    con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui;
    con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui;
    con l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni.

Una strategia evidentemente fallita.

Ma a spulciare i giornali dell'epoca, si scopre una cosa inquietante: anche il linguaggio delle opposizioni e dei sindacati era identico: si parlava di "massacro sociale" (Massimo D'Alema). Si chiamava allo sciopero generale (anche se i sindacati non erano spaccati). Nulla di nuovo sotto il sole, insomma. Solo che, al tempo stesso, è tutto decisamente peggiorato. E se si riuscisse a uscire dagli slogan (incluso quel "pagano sempre i soliti" che dicono sempre gli stessi), si capirebbe che stiamo pagando ora le conseguenze sociali di quanto iniziato nel 1994 e continuiamo a pagare sempre di più.

E' il neoliberismo, signori. E i problemi che Berlusconi rappresenta per l'Italia sono solo un aspetto del problema globale che si esplica con il rinnovato potere del direttorio franco-tedesco. Come dire, una stortura locale nella situazione più macroscopica.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO