Manovra-trappola: sbuca la deroga all'art.18. Libertà di licenziare!

Anche nei periodi della “crisi negata” Silvio Berlusconi e il suo governo si erano sempre distinti nel premiare chi stava (molto) meglio a danno dei ceti più deboli. Adesso, a “crisi riconosciuta”, non c’è più argine che tiene di fronte a un attacco a 360° contro salari, pensioni, welfare, diritti.

Insomma, la crisi come scusa o comunque usata per riportare indietro le lancette della storia, come dimostra la patata bollente delle tre feste abolite del 25 aprile, del Primo maggio, del 2 giugno. Ma non è finita.

Il ministro Sacconi l’aveva escluso categoricamente durante la conferenza stampa di presentazione della manovra, ma ora dall’ufficio studi del Senato esce una notizia a dir poco clamorosa: “L'articolo 8 della manovra bis contiene implicitamente la possibilità di derogare le leggi in vigore, statuto dei lavoratori compreso”.

Guido Crosetto, capo della fronda Pdl anti-Tremonti, intervistato da Affaritaliani.it, esulta: “Non è affatto una brutta notizia. È venuto il momento in cui non si può più difendere chiunque abbia un posto di lavoro. Alcuni tabù sindacali vanno abbattuti”.

Come volevasi dimostrare. Attenzione, la corda è tesa, anzi tesissima: rischia di spezzarsi. Non sarebbe la prima volta. Chi rompe paga.

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