Accorpamento festività 2012: la guida di Polisblog

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Tra i punti del decreto anticrisi di Giulio Tremonti che stanno facendo discutere il Paese c'è sicuramente l'accorpamento delle festività alla domenica - o al venerdì o al lunedì precedente. Cerchiamo di fare il punto: ieri vi ho raccontato del 25 aprile, e di come la decisione di far saltare - o spostare, o accorpare - le poche festività laiche dell'Italia racconti molto di chi ci governa. Ma cerchiamo di capire se davvero succederà qualcosa, perché io ho l'impressione che sia tutto molto agostano e alla fine si trovi una soluzione "all'italiana".

Partiamo, questo è il testo integrale contenuto nel decreto:


    24. A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica.

Ci siamo fin qui? Mica tanto: che significano quei due "ovvero" finali? Io credo che abbiano mandato un po' di gente in confusione. La definizione di "ovvero" non aiuta, perché con "ovvero" si possono intendere sia possibilità che si escludono a vicenda, sia possibilità alternative che non si escludano a vicenda. Il Sabatini Colletti ci offre questa definizione, di "ovvero"...

ovvero
[ov-vé-ro] cong.
1 O, oppure, o anche (quando una possibilità non esclude l'altra): di solito passo le vacanze al mare, a Capri o. a Ischia
2 O, oppure, o invece (per alternative che si escludano a vicenda): o sei sordo o. fai finta di non sentire

Ok: diamo per buona questa definizione, le festività laiche - che in Italia sono tre, 25 aprile, Festa della Liberazione, 1° maggio, Festa dei lavoratori, 2 giugno, Festa della Repubblica - potranno slittare dall'anno prossimo, dal 2012, o sul venerdì, o sulla domenica - quindi niente stop per nessuno - o sul lunedì. Chiarite le ambiguità?

Mica tanto, soprattutto guardando indietro alle parole di Giulio Tremonti sabato scorso, durante la conferenza stampa in cui ha ri-presentato approfonditamente il decreto anticrisi. Avevamo seguito in diretta la conferenza stampa, dove Giulio Tremonti ha detto, testuali parole:

per le festività laiche il Parlamento è libero di decidere. Per quelle religiose deve rispettare il perimetro delle intese, poi si pone il problema delle feste patronali. Ci sarà un decreto per le festività sul singolo territorio

Allora: il Parlamento è libero di decidere. Quindi il decreto? Si accorpa o non si accorpa, e se si accorpa, quali sono le conseguenze?

Facciamo i conti della serva: il 25 aprile 2012 sarà un mercoledì, il prossimo 1° maggio un martedì, il prossimo 2 giugno, Festa della Repubblica, sarà un sabato. Facciamo proprio uno schemino.

Mercoledì 25 aprile 2012, Festa della Liberazione

Cosa dice il testo del decreto? Basiamoci su quello: "le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica". Mercoledì è proprio al centro della settimana: il prossimo 25 aprile 2012 quindi si potrebbe lavorare - o prender ferie per andare in manifestazione - e la liberazione si festeggerebbe venerdì 27 aprile, oppure lunedì 23 aprile. Assurdo, ma potrebbe essere così: lo spostamento sulla domenica, porterebbe la festa della Liberazione addirittura al 29 aprile.

Flavia Amabile sta seguendo su La Stampa la vicenda, è una dei pochi:

E se il Parlamento non provvederà a ridimensionare la misura è probabile che si arriverà molto vicini alla guerra civile. Le feste civili escluse sono troppo simboliche per non creare forte disagio: il 25 aprile, ricorrenza della Liberazione, il Primo Maggio, festa del Lavoro e il 2 giugno quando si ricorda la Repubblica. Sindacati, partigiani, militanti e anche semplici cittadini non ci stanno e lo stanno dicendo da giorni. E, poi, i milanesi rinunceranno a sant’Ambrogio? E i napoletani a partecipare alla processione della festa di San Gennaro e assistere ai riti sulla reliquia di sangue per vedere se si scioglie?

Io non credo che gli italiani vogliano vedere spostato il 25 aprile, o "annullato" su una domenica, né credo che il governo abbia voglia di assumere un rischio del genere. E questo poi? Per guadagnare tre giorni lavorativi? Che influenza hanno tre giorni lavorativi sul Pil? Che influenza ha un ponte di una settimana in meno per il settore turismo?

Facciamo i conti: se fossi un dipendente pigro, che va sempre via, farei così. Il 25 aprile 2012, mercoledì, "attaccherei" giovedì 26 e venerdì 27, e poi chiaramente il weekend. Poi però ci sarebbe il martedì 1° maggio 2012, che mi aspetta lì, e c'è solo da prendere un altro giorno di ferie, lunedì 30 aprile, ed è fatta. Tornerei in ufficio mercoledì 2 maggio.

In totale sapete quanti giorni di ferie avrei preso? Tre giorni di ferie: stiamo facendo questo macello per tre giorni di ferie.

Martedì 1° maggio 2012, Festa dei Lavoratori

Una delle feste più storiche, più giuste, una delle poche feste laiche quasi globali, quella dei lavoratori rischia di finire secondo logica, al 30 aprile, il lunedì. Possibile? Io dubito molto che accada - lo spostamento alla domenica, per una festa dei lavoratori poi, è francamente surreale - Flavia Amabile su La Stampa è stupita quanto me dal silenzio che avvolge la scomparsa, o la ventilata scomparsa di questa festività laiche.

Ieri scriveva:

La Uil annuncia di voler chiedere al governo «di valutare soluzione alternative». L’Anpi, l’associazione partigiani, protesta. Fin qui più o meno quello che è stato dichiarato in questi giorni. Se si prova a chiamare al telefono qualcuno si ottiene un po’ più di soddisfazione. Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale della Fiom: «Berlusconi fa parte del grande disegno che sta distruggendo la democrazia in Europa e il primo maggio fa parte di questo disegno. E’ una mostruosità, è stato cancellato durante il fascismo e ora che al fascismo siamo tornati. Se dovesse rimanere com’è - cosa di cui dubito - vorrà dire che il Primo Maggio diventerà come nel’Ottocento un giorno di sciopero generale».

Cremaschi dubita. E sinceramente anch'io. Appena gli italiani torneranno dalle vacanze si accorgeranno di che cosa è successo, io credo che la totale inerzia di questi giorni dipenda anche da questo.

Sabato 2 giugno 2012, Festa della Repubblica

Reintrodotta solo recentemente - era stata spostata sulla prima domenica di giugno nel 1977 da un governo Andreotti per motivazioni simili a quelle odierne - nel 2001 con la legge n. 336 del 20 novembre 2000. Fu Carlo Azeglio Ciampi che volle reintrodurre le celebrazioni del 2 giugno, facendolo tornare un giorno festivo. Nel 2012 il 2 giugno cade di sabato, quindi potrebbe essere spostata di domenica, ma il problema della festività non si pone, o si pone in misura molto minore. Quest'anno, 2011, il 2 giugno era caduto di giovedì, sarebbe stato probabilmente accorpato su venerdì 3, o su domenica 5.

Chiudo: la scelta dell'immagine in alto, non è casuale. Il Quarto Stato, celebre tela di Pellizza da Volpedo. Inizialmente l'opera avrebbe dovuto intitolarsi Il Cammino dei Lavoratori.

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