Berlusconi un anno fa: l'estate 2010 e i conti pubblici a posto

berlusconi promesse non mantenuteA seguire giorno per giorno la politica italiana si dimentica in fretta: e se ci dimentichiamo noi, che bene o male lo facciamo di mestiere, chissà il resto degli italiani. Che cosa accadeva un'estate fa? Nell'agosto 2010 eravamo travolti dai litigi Berlusconi - Fini, dalla campagna stampa sulla casa di Montecarlo, Calderoli le sparava grosse - un po' come pochi giorni fa con la vicenda dei calciatori e del prelievo di solidarietà - moriva Francesco Cossiga, e tanto altro.

Ma soprattutto, a rileggere i messaggi di Silvio Berlusconi ai "promotori della Libertà PdL" sembra che quella fosse l'estate in cui i conti pubblici andavano a posto, in cui l'Europa ci stringeva la mano per l'abilità con cui il nostro Ministro delle Finanze era riuscito a tenere a bada il debito. Il 21 agosto 2010 Berlusconi lanciava i cinque punti per "completare il programma". Amaro soprattutto il secondo punto - alla luce del decreto anticrisi di Tremonti approvato settimana scorsa - quello che parla di riforma del fisco:

Tenendo conto delle esigenze e delle compatibilità del bilancio pubblico, ritenute prioritarie in questa fase di avvio della ripresa economica, il governo intende pervenire, senza creare maggiore deficit, entro la legislatura al varo di norme che consentano una graduale riduzione della pressione fiscale complessiva, apportando così un beneficio alle imprese e alle famiglie.

Un anno dopo, pochi giorni fa abbiamo visto com'è andata: ma se qualcuno crede, c'è ancora tempo fino al 2013. In fondo non mantiene la promessa del "meno tasse per tutti" solo dal 1994, come ampiamente dimostrato in un bel post su NonLeggerlo e anche dal nostro Alberto Puliafito. Non che sugli altri quattro punti - federalismo fiscale, giustizia, mezzogiorno e sicurezza - fiocchino le promesse mantenute.

Il giorno dopo, sempre un anno fa, Berlusconi è categorico. Non si riescono a completare i cinque punti della riforma? Si va a votare. Basta con la "politica politicante", se si fallisce tutti a casa. Si è visto: dal 14 dicembre scorso sono incollati alla poltrona.

Parole di Berlusconi del 22 agosto 2010:

È ovvio che qualora la coesione della maggioranza venisse meno anche su uno solo di questi 5 punti, che sono parte integrante del programma di governo, non accetteremmo mai di farci logorare in un tirare a campare in discussioni continuative che erano tipiche di molti governi della prima repubblica

Infatti, si è visto come è andata la fiducia del 14 dicembre scorso. Al momento il governo del PdL sta in piedi per incrocio di venti, grazie a figure come gli ormai ex Responsabili di Razzi, Scilipoti e co., oggi divenuti Popolo e Territorio.

Ma le finanze dello Stato quindi sono in ordine? A leggere i messaggi di Berlusconi dell'estate scorsa, eravamo quasi prossimi a un boom economico.

E per finire, è il caso di ricordare, a chi lo volesse dimenticare, la difesa delle finanze pubbliche grazie alla strategia del rigore, in contrasto con un'opposizione che pretendeva ancora di spendere e spandere e che in questo modo avrebbe portato il nostro Paese alla rovina come la Grecia. La manovra da 25 miliardi di euro, che abbiamo portato a termine senza un giorno di sciopero, ha completato l'operazione stabilizzando il bilancio pubblico: e direi che tutto questo è molto importante!

Altroché! Molto importante! E prosegue:

Abbiamo ottenuto cosi l'approvazione dell'Unione Europea, della Commissione di Bruxelles, del Fondo Monetario Internazionale e perfino delle principali agenzie di rating. La ripresa è avviata e si stanno già mettendo in moto gli incentivi per incrementare le occasioni per le aziende italiane sui mercati interni e su quelli esteri.

Proseguiamo nella lettura dei messaggi dell'agosto scorso di Silvio Berlusconi, perché sono uno più surreale dell'altro. Il culmine arriva il 4 settembre 2010: con la definizione di "politica politicante"

Care amiche e cari amici Promotori della libertà,
ci lasciamo alle spalle un'estate riempita di chiacchiere inutili, stravaganti, deprimenti, un'estate di troppa politica politicante e lontana dalle iniziative concrete, insomma quel vecchio mai tramontato teatrino della politica che ha ormai disgustato tutti gli italiani.

"Chiacchiere inutili, stravaganti, deprimenti" orchestrate principalmente dal Il Giornale e dagli organi di informazione direttamente o meno in mano al Presidente del Consiglio: incidentalmente Silvio Berlusconi.

Chiudiamo: Nel caso vi foste mai chiesti se la "politica politicante" fosse un conio berlusconiano, non lo è: lo spiegava nel 1997 Giulio Nascimbeni

la nostra "politica politicante" e' un calco della politique politicienne, locuzione con cui un francese esprime gli aspetti meno nobili della politica

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