Meeting Cl a Rimini, grazie presidente Napolitano!

Le parole di Giorgio Napolitano al Meeting di Comunione e Liberazione Rimini sono state molto di più di una sferzata di brezza nell’afa putrida e stagnante della politica italiana.

Un messaggio fresco e pungente per il popolo italiano, una frustata durissima per richiamare la politica (tutta) alla realtà delle cose, alla drammaticità del momento, al senso di responsabilità: solo se non si cambiano le carte in tavola, se si guarda in faccia la realtà, solo se non si alimentano facili illusioni, solo se si parla il linguaggio della verità è possibile vincere le sfide come quella cui il Paese è oggi chiamato nel contesto di una durissima crisi internazionale.

"Ormai da settimane" l'Italia e gli italiani sono "immersi in un angoscioso presente". Tutti vivono: "nell'ansia del giorno dopo, in un'obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti". Napolitano ha criticato la maggioranza che "dominata dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea" di fatto ha "esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni".

Ma il capo dello Stato non ha risparmiato nemmeno l'opposizione: "Ogni criticità della condizione attuale del paese", ha detto è "stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge". Parole chiare, inequivocabili.

Scrive Marco Bracconi su Repubblica.it: “Nell’Italia della propaganda elevata a sistema il Presidente della Repubblica è un marziano che parla una lingua straniera. Un vocabolario talmente semplice, perfino banale nella sua limpidezza, da somigliare nel nostro circo barnum a un idioma da lungo tempo scomparso.Che le questioni piccole e grandi si risolvono riconoscendo la realtà il più possibile oggettiva è un concetto che si impara a circa sei anni di età. Dal quale, conseguentemente, nasce l’assunzione delle proprie responsabilità. Lo insegnano i genitori ai figli, i nonni ai nipoti, gli insegnanti agli alunni.Altro che padre della patria. A Giorgio Napolitano tocca fare il padre di un branco di ragazzini immaturi e irresponsabili. Che a forza di giocare col fuoco finiranno per incendiare l’asilo”.

Dopo aver sentito in queste ore Berlusconi, Bossi e la compagnia cantante (anche dell’opposizione) sarebbe davvero l’ora di fare dell’Italia una repubblica presidenziale all’americana. Con Napolitano presidente. Campasse cent’anni e più.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO