Libia - Che fine farà Gheddafi? Processo, Chavez, suicidio e altre ipotesi

Che fine farà Geddafi

La Libia è quasi in mano ai ribelli. E' questione di giorni, forse di ore, prima che qualche organo di informazione titoli definitivamente La Libia è libera, o qualcosa di simile, decretando ufficialmente la fine del conflitto - e quindi, di lì a tre giorni, la fine dell'interesse mediatico sul paese nordafricano fino alla prossima volta (esattamente come, nel tempo, si smise di parlare del conflitto, dopo l'attacco). Lungi dal sottoscritto voler azzardare una comprensione a largo raggio della questione Libica: per seguire, se non altro, la cronaca degli eventi, è il caso di leggere (e guardare i video) il live di AlJazeera, puntualissimo, aggiornato e soprattutto di prima mano.

Se l'esito della ribellione appare ormai scontato, la domanda è: che fine farà, Gheddafi?

L'ipotesi suicidio o la morte

Abdessalam Jallud, senza che quasi nessuno si chieda il perché, è arrivato in Italia, scappando dalla Libia. E' l'ex numero due di Gheddafi. E ieri è stato intervistato da Lucia Annunziata. Che ha chiesto se è plausibile che Gheddafi si suicidi, vedendosi perso.

Non lo so, perché non ne ha il coraggio, non è uno come Hitler. Non può fuggire da Tripoli, perché le strade sono bloccate. Forse nel Sahara, in Algeria potrà uscire solo con un accordo internazionale, ma questa fase è passata. L'evolversi della situazione non gli consente di sopravvivere.

Jallud dunque scommetterebbe su un'esecuzione sommaria ad opera dei ribelli.

Il processo (e l'esecuzione?)

Questa forse è la strada che auspicano in molti, almeno fra gli osservatori internazionali. Secondo Al Jazeera i residenti di Tripoli stanno organizzando delle squadre di sicurezza. Ma non hanno intenzione di prendersi rivincite sommarie. E lo stesso si aspettano da parte del National Transitional Council.
Si può dunque ipotizzare che a un eventuale tentativo riuscito di cattura dell'ormai ex dittatore, possa seguire un processo. E poi, eventualmente, un'esecuzione.

Stupiscono, tuttavia, le dichiarazioni dei leader della NATO, da Cameron a Obama: "Gheddafi se ne deve andare", dicono. Esattamente, dove?

La fuga da Chavez

Hugo Chavez, presidente del Venezuela, è il più critico a proposito dell'operato della Nato in Libia. Ha commentato:

Today we are seeing images of how the democratic European governments - well some of them are (democratic), we know who they are - are practically demolishing Tripoli with their bombs and the supposedly democratic government of the United States, because they feel like it.

L'ipotesi di Gheddafi in fuga verso il Venezuela si è già fatta strada nei giorni scorsi. E secondo alcuni sarebbe già rifugiato nell'ambasciata venezuelana a Tripoli

Fantapolitica: e se arrivasse in Italia?

Credo che esista un solo ostacolo verso un'eventuale rifugio di Gheddafi in Italia - sulle orme del suo ex secondo, già nel nostro paese -: il fatto che la NATO ci punta gli occhi addosso.
Ma non possiamo dimenticare che l'Italia, attaccando la Libia, ha unilateralmente cancellato un trattato d'amicizia (il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica Italiana e la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, che coteneva anche un patto di non belligeranza) stipulato fra i due paesi per volere del Governo Berlusconi, che ha ospitato Gheddafi, con tutti gli onori possibili e immaginabili, Gheddafi per ben due volte fra le polemiche, nel 2009 e nel 2010.
Salvo poi voltar gabbana quando la congiuntura internazionale è diventata evidentemente contraria a Gheddafi e favorevole ai ribelli.
Così come non si può dimenticare che l'ex dittatore, prima di diventare amico di Berlusconi, era una specie di feticcio della sinistra italiana.

Insomma. Fantapolitica, ma nemmeno troppo.

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