Ore 12 - Manovra, la Chiesa critica ed è criticata per i suoi (presunti?) "privilegi"

altroQuando il cardinale Angelo Bagnasco critica fortemente la manovra del governo e dice di prendere i soldi dagli evasori è scontata la risposta di alcuni che la Chiesa deve tacere perché gode di privilegi e non paga le tasse.

Così però non solo si fa un regalo politico a Berlusconi, non solo si passa dal sano laicismo al becero anticlericalismo, ma si dice semplicemente il falso.

Perché si parte da un presupposto sbagliato, cioè che le “agevolazioni” siano fatte su misura per la Chiesa, specificatamente per il patrimonio di enti ecclesiastici, quando invece riguardano tutti quelli che non fanno attività commerciali.

Quindi la Chiesa e le altre comunità religiose (ma anche altri enti e associazioni ad es. sportive dilettantistiche, quelle del volontariato, le onlus, le fondazioni, le proloco, le aziende sanitarie ecc.) hanno diritto ad esenzioni come quella dell'Ici, otto per mille, e ad altri benefici fiscali non solo in ragione dell'attività rilevante sul piano della solidarietà sociale e del bene pubblico, senza distinzione di religione, etnia, appartenenza politica e culturale dei destinatari.

Idem per l’Ires, di cui è prevista l’esenzione per gli enti di assistenza sociale, gli enti ospedalieri, scuole, fondazioni, accademie, istituti scientifici, case popolari ecc.

Tutto si può discutere e ridiscutere ma il dibattito non diventi l'occasione per fare sempre di tutta l'erba un fascio, per rilanciare un anacronistico anticlericalismo, di cui non si sente il bisogno.

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