Il nuovo partito di Luca Cordero di Montezemolo: la contromanovra

Il nuovo partito di Luca Cordero di Montezemolo

Ci risiamo. Luca Cordero di Montezemolo sarebbe pronto per scendere in campo. Di nuovo.
La sua associazione, Italia Futura, ha presentato una contromanovra, alternativa sia al decreto anticrisi di Tremonti sia, naturalmente, alla contromanovra del Pd (i cui dettagli si conosceranno domani, anche se Bersani li ha già ampiamente anticipati), che ora vedremo punto per punto. Inoltre, ieri, a Cortina D'Ampezzo, pur con qualche ambiguità, Montezemolo ha lasciato intendere - non è certo la prima volta - che potrebbe proporsi in politica.

La classe dirigente che ha operato negli ultimi quindici anni ha fallito. Ogni professionista o imprenditore, come ciascuno di noi, deve rispondere di quanto è stato fatto .Non è possibile che la classe dirigente non sia tenuta a rispondere. Non ho mai sentito una vera assunzione di responsabilità. [...] Può anche essere che fra un anno e mezzo ci possa essere un'offerta politica nuova.

Sibillino. Ma se si arriva addirittura a proporre una contromanovra, in qualche modo si sta già facendo politica. Vediamoli, i dieci punti della contromanovra di IF - che ha già avuto i commenti positivi dell'ex sindaco di Milano, Letizia Moratti. Anche lei pronta a saltare a bordo? - che sono accompagnati da un invito molto duro:

Disciplina (e serietà) nelle politiche di bilancio e equità nella distribuzione dei sacrifici, crescita: se la politica italiana c’è – tanto al governo quanto all’opposizione – batta un colpo. Se non c’è – tanto al governo quanto all’opposizione - si faccia da parte. L’Italia non può aspettare.

1. Una patrimoniale per lo Stato e gli Enti locali

L'idea di Montezemolo è quella che debbano essere le istituzioni, per prime, a dare il loro contributo alla risoluzione della crisi. Quindi, Comuni, Regioni e Province che dispongano di patrimonio immobiliare non utilizzato per fini istituzionali e/o affittato a terzi, dovrebbero utilizzarlo per estinguere in tutto o parte i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti.
Fra i patrimoni mobiliari, lo Stato dovrebbe dismettere due reti Rai, Bancoposta, Sace, Anas e simili e utilizzare l'introito per ammortizzare il debito pubblico. In sostanza, dismettere il patrimonio pubblico.

2. Un contributo di solidarietà da parte della politica.

Soppressione di tutte le province con meno di 1 milione di abitanti. (non accorpamento, soppressione)
Interventi su organi costituzionali come il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (da posizionare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) e su enti locali sui generis come le Camere di Commercio.

3. Previdenza, un cantiere da chiudere

Ovvero, innalzamento delle età pensionabili. Che secondo Montezemolo non vengono toccate per conservatorismi di destra e di sinistrs.

4: Tutti uguali davanti al lavoro.

La posizione di Italia Futura è espressa da queste due righe:

Occupazione a tempo indeterminato per tutti i nuovi assunti quindi e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi.



5: Crescita ed equità, due facce della stessa medaglia

.

Il cavallo di battaglia di Montezemolo. L'imposta patrimoniale permanente sui grandi capitali.
Aliquota dello 0,5% per i patrimoni superiori ai 10 milioni di euro.

6: Regole sì, ma soprattutto regole stabili.

Secondo IF è un errore non mantenere i patti con i contribuenti. Anche quando sono sbagliati. Dunque, niente scudo fiscale bis, ma niente ritassazione dei patrimoni scudati. E niente addizionale Ires sulle imprese energetiche.

7. Dagli evasori ai contribuenti

Lotta all'evasione, ma anche destinazione delle risorse provenienti dal contrasto all'evasione per una riduzione delle aliquote.

8. Sostenere le imprese

No all'aumento dell'IVA, a meno che non ci sia una corrispettiva riduzione del prelievo sulle imprese (a cominciare dall'Irap)

9. Mercato, non solo a parole.

Ovvero, le liberalizzazioni secondo Montezemolo. Che poi fa semplicemente proprie le idee dei liberisti dell'Istituto Bruno Leoni:

a) separazione della rete gas dall’ex monopolista per liberalizzare il mercato del gas;
b) introduzione della concorrenza nel trasporto ferroviario regionale;
c) liberalizzazione dei servizi pubblici locali;
d) riforma dei servizi idrici (pur nel rispetto dell’esito del referendum);
e) liberalizzazione del settore postale;
f) liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi;
g) liberalizzazione dell’assicurazione infortuni (e privatizzazione dell’Inail)
h) piena liberalizzazione delle telecomunicazioni.

10. Le riforme costituzionali

C'è una critica alle due riforme dell'art.41 e dell'art.81 della Costituzione proposte da Tremonti. Ecco l'idea di Montezemolo, che ironizza su quel è permesso tutto ciò che non è vietato (che infatti non vuol dire nulla, essendo una tautologia):

Nel caso del pareggio di bilancio (art. 81) si preveda (a) una maggioranza qualificata per l’approvazione di deroghe al pareggio, nel caso in cui si debbano fronteggiare situazioni eccezionali, e (b) un limite percentuale al rapporto tra spesa pubblica e PIL, in modo da rendere più efficace il vincolo del pareggio. Nel caso della libertà di impresa, se proprio si vuole intervenire sull’art. 41, lo si faccia per affermare un principio in Italia regolarmente negato da tutti i governi dell’ultimo quindicenni. Si scriva che le norme che regolano l’attività economica privata non possono essere retroattive. Per gli investitori internazionali questo sarebbe un messaggio infinitamente più forte del “ciò che non è vietato è permesso” che oltre le Alpi avrebbero serie difficoltà, prima che ad interpretare, a tradurre.

Poi, dimezzamento del numero dei parlamentari e abolizione definitiva delle province.

E' sicuramente un manifesto che dovrebbe piacere a destra. E che raccoglie persino alcune delle istanze del Pd, ma non - inutile dirlo - della sinistra. Staremo a vedere che fine farà.

[Foto | Flickr]

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