La lettera di Veltroni a Repubblica

veltroni lettera repubblicaOggi Repubblica offre ampio spazio a una lettera di Walter Veltroni. Ogni tanto l'ex segretario PD torna a parlare - anzi, a scrivere: qui la lettera che aveva scritto al Corriere della Sera nel 2010, qui un'altra lettera di Veltroni a Repubblica del gennaio scorso - a tentare di dettare un'agenda, a farsi sentire. Su tanti punti parla a nuora perché suocera intenda. È bene ricordare che l'ultima tornata elettorale, quella delle comunali del giugno scorso, si è chiusa con un trionfo per il centrosinistra anche grazie al silenzio di Veltroni.

Lo stile è quello consueto, non di facilissimo impatto, non immediatissimo

occorre proporre al paese una autentica rivoluzione democratica. Il cui primo passo è la riduzione del macigno del debito pubblico . A gennaio al Lingotto dissi che una volta fatto un piano industriale della pubblica amministrazione che collochi al punto di maggiore efficienza il benchmarking della spesa, una volta snellita la elefantiaca macchina politico amministrativa, una volta valorizzato il patrimonio pubblico e raggiunto il pareggio di bilancio strutturale non ci sarebbe nulla di male se il potere pubblico, forte della sua autoriforma, dicesse a quel dieci per cento della popolazione che detiene il 48% del patrimonio privato : "Il debito pubblico è un cancro che divora il presente e il futuro del nostro paese, per abbatterlo più rapidamente ho bisogno del vostro aiuto: vi chiedo un contributo per tre anni per far scendere il debito in modo rapido e liberare risorse per la crescita"

Fatevi un'idea da voi, qui l'epistola integrale.

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