Ore 12 - Cgil sotto tiro. Ma non è solo per lo sciopero generale

altroLa segretaria della Cgil Susanna Camusso è sotto tiro con la sua organizzazione per aver indetto lo sciopero generale del 6 settembre contro la manovra del governo.

Mentre la protesta e la lotta del primo sindacato italiano sono legittime e costituzionalmente garantite, molte delle critiche tendono a colpirne l’autonomia per imbrigliarne la forza, tentare di distaccare la Confederazione di Corso Italia dalla sua base (oltre 5 milioni di iscritti) e dividere i vertici confederali dai sindacati di categoria e territoriali.

C’è un obiettivo di “eliminare” la protesta e le lotte dei lavoratori “illudendoli – scrive oggi Guido Carandini su Repubblica – che la soluzione dei loro problemi si trovi solo nella crescita economica e non esiga invece la preliminare difesa dei loro diritti democratici”.

Il vero segnale del declino politico e culturale del Paese è il posto che in questi giorni di duro confronto sulla manovra occupa il tema occupazione, in particolare occupazione giovanile. Si discute di tutto tranne che di lavoro e di rilancio dell’occupazione e della ripresa economica. Il primo problema del Paese è la sua ridotta base occupazionale e produttiva che ci fa indossare la maglia nera in Europa. La risposta è la scure contro i soliti, tagli e solo tagli.

Di fronte a questa realtà, Berlusconi e Bossi fanno il gatto e la volpe, fra Pdl e Lega è guerra di emendamenti, comuni, province e regioni sparano a zero sul governo, Confindustria attacca l’esecutivo e il Pd tentenna e si presenta in ordine sparso anche in questo passaggio importante del 6 settembre. La Cgil chiama alla lotta: se non ora, quando?

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