Manovra, il summit Berlusconi-Bossi salva "papocchio"?

Chi ci capisce è bravo. Passano i giorni e la manovra viene strattonata da tutte le parti. Nel Pdl e nella Lega ognuno ha in tasca la sua propostina, ognuno svolge il proprio compitino a difesa dei propri interessi elettorali.

A chi protesta, i rappresentanti della maggioranza danno rassicurazioni. Siccome tutti sono contrari alla stangata e a tutti il governo dice di stare tranquilli, su chi cadrà alla fine la scure? La risposta, forse, arriverà lunedì, con il summit Berlusconi-Bossi. In mancanza di una strategia precisa, il risultato sarà un papocchio.

Alla confusione della maggioranza si contrappone la confusione dell’opposizione. Il Pd propone una commissione parlamentare per un testo di riforma costituzionale che tagli il numero dei parlamentari, la riformulazione dell'articolo 81 sul pareggio di bilancio e il riassetto degli enti locali. E Pier Luigi Bersani cerca di raffreddare la patata bollente interna sullo sciopero generale della Cgil con escamotage linguistici: "noi siamo presenti e saremo presenti in tutte le manifestazioni e in tutte le mobilitazioni fatte da forze che criticano la manovra". Ancora una volta il Pd col piede in due staffe.

Chi è contrario o dubbioso sullo sciopero non ha letto l'articolo 8 del decreto n.138, la manovra economica d'agosto. E’ un pericolosissimo attacco al diritto del lavoro, è la mazzata finale all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Tornando alla maggioranza, è Angelino Alfano a tentare di fare chiarezza: “Chi ha poco non paga nulla, il ceto medio deve pagare medio, chi non ha mai pagato deve prendere la mazzata”. Alla Berghem fest, intervistato da Enrico Mentana, insieme a Roberto Calderoli e Roberto Maroni, Alfano ha sostenuto che “il tempo della crisi non deve essere il tempo dei furbetti”. L’abbiamo già sentita dal gran capo: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Appunto. O papocchio o fregatura.

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