Manovra, domani Berlusconi e Bossi ad Arcore per la "quadra". Ma Confindustria dice "no"

Passata la festa gabbato lo santo. Finite le ferie, da domani gli italiani faranno davvero i conti con la manovra del governo che tapperà qualche buco ma non invertirà la tendenza negativa della nostra economia.

I malumori e i frondisti agostiani nella maggioranza svaniranno domani come neve al sole, con la solita sbicchierata di Arcore fra i due unici padrone del vapore. Berlusconi e Bossi, trovata la “loro” quadra, metteranno tutti a tacere. "Siamo pronti con una proposta unitaria di maggioranza - ha detto venerdì alla Berghém fest Calderoli - che verrà condivisa da Lega, Pdl e Responsabili, alla faccia di chi ci vuole male”. Cucinati a dovere.

Fuori dal recinto blindato della maggioranza, c’è chi si mette di traverso. La presidente di Confindustria Emma Mercegaglia, a margine del Premio Capalbio Europa 2011, stronca la manovra: “C'è la gara a chi si inventa nuove tasse, chi si inventa la tassa più esotica, mentre da nessuna parte si vede una riduzione di queste tasse. La manovra è fatta solo di aumento di tasse, mentre non c'è nulla per la crescita e quel poco di tagli ai costi della politica, come il taglio delle Province, verrà stralciata. Abbiamo sempre detto che in ambito di una riforma fiscale che abbassasse le tasse su lavoro e imprese eravamo disposti a ragionare su un aumento dell'Iva e sulla tassazione sui patrimoni - ha sottolineato la leader di viale dell'Astronomia - che in alcuni casi sono già tassati”.

Con la riforma fiscale “che spostasse il peso delle tasse dal lavoro alle cose potremmo essere disponibili. Ma non vedo - ha concluso la Mercegaglia - una riduzione delle tasse da nessuna parte”. Padroni (di Confindustria) e lavoratori (della Cgil) uniti nella lotta?

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