Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Stati Uniti: sprecati 30 miliardi di dollari in Iraq e Afghanistan nell’ultimo decennio. In tempi di crisi sono cifre che dovrebbero far riflettere. Oltre a essere disastroso dal punto di vista delle vittime civili e militari, il bilancio delle due guerre iniziate da George W. Bush risulta pesante anche sul versante economico.

Una commissione statunitense bipartisan incaricata di monitorare la spesa pubblica relativamente agli appalti legati alle due guerre, ha accertato che 30 miliardi di dollari dei contribuenti Usa sono stati letteralmente sprecati (“wasted”) nel corso dei due conflitti e nel tentativo di controllare Iraq e Afghanistan.

Il rapporto dettagliato della Commissione è atteso per domani, ma i suoi due autori (ex giuristi e funzionari governativi Usa) ne hanno pubblicato oggi un'anteprima sul Washington Post. Il pezzo addossa le responsabilità sia all'Amministrazione Bush che a quella Obama, avvisando che lo spreco di denaro pubblico potrebbe continuare anche a guerre terminate.

Nel pezzo pubblicato sul quotidiano Usa, i due autori scrivono che:

La forza lavoro dei contractor in Iraq e Afghanistan ha, in alcuni momenti, superato le 260.000 unità e in certi casi ha superato le unità militari USA sul campo.”

Segue la constatazione, desunta dai fatti e dalle dichiarazioni del Dipartimento della Difesa, che gli Stati Uniti non possono condurre prolungate operazioni militari senza ricorrere al sostegno di contractor privati, seguendo una dottrina che negli ultimi venti anni ha visto gli appaltatori come parte della “total force” da dispiegare sul campo.

Gli autori del report evidenziano che, oltre ad avere fatto eccessivo ricorso agli appaltatori esterni per varie mansioni (dalla costruzione di carceri a lavori di ricostruzione), gli Stati Uniti hanno speso miliardi di dollari in contratti e appalti assegnati spesso senza concorrenza e a numerose aziende straniere non soggette alla legislazione Usa. In tutto questo si inserisce anche il massiccio ricorso a contractor nel campo della sicurezza, con guardie del corpo private le cui mansioni sconfinano spesso in vere e proprie azioni di combattimento.

La polemica sull'impiego di combattenti privati in Iraq e Afghanistan è annoso: l'utilizzo delle guardie armate di compagnie come la famigerata Blackwater (che oggi ha mutato nome in Xe Services) ha fatto più volte parlare di una privatizzazione dei conflitti e di un ritorno all'impiego dei mercenari. Dal punto di vista etico queste argomentazioni non hanno riscosso particolare successo. Aveva dovuto scapparci il morto, con l'uccisione di 17 civili iracheni nel 2007 da parte di operatori Blackwater, per ottenere una revisione delle procedure operative imposte dal Dipartimento di Stato all'agenzia di contractor e un'inchiesta del Congresso.

Può darsi che almeno le campane d'allarme sull’eccessivo costo di queste operazioni possano far cambiare definitivamente idea all’Amministrazione Usa sull'opportunità di appaltare le proprie guerre a contractor privati.

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