Pensioni: riscatto anni militare e anni università, cosa cambia

riscatto anni unviersità pensioni militareTra i punti salienti emersi ieri, nelle modifiche apportate al decreto anticrisi di Giulio Tremonti c'è sicuramente la fine della possibilità di riscattare gli anni di studi universitari e del servizio militare ai fini dei versamenti pensionistici.

Come funzionava prima? Nel caso di percorsi di studi particolarmente lunghi - un classico: medicina - era possibile pagare i contributi che naturalmente non si erano versati nel periodo di studi successivamente. In questo modo si "recuperavano" quegli anni ai fini pensionistici, riscattandoli. Pagando, mica gratis, e pagando salato: il sito dell'INPS spiega tutto nel dettaglio.

Stessa cosa per il periodo nell'esercito. La "naja" un tempo obbligatoria veniva quasi sempre riscattata, ma non solo: sul sito INPDAP tutti i dettagli. Perché questa mossa del Governo? È un giro di vite sulle pensioni con 40 anni di contributi, non poche sempre secondo l'INPS: su 180mila pensioni del 2010, 125 mila erano del tipo "40 anni di contributi".

Come funzionerà adesso?
Dal 2012 però si cambia: serviranno 40 anni di lavoro effettivo. Per chi ha già riscattato la laurea o l'anno di leva - o altri periodi - il calcolo della pensione sarà effettuato non più sui 40 anni, ma su 44 anni - tenendo come esempio i 4 anni di un corso universitario - a questo punto

Se, per esempio, una persona ha lavorato per 37 anni e ha riscattato i 3 anni passati a studiare, finora può andare in pensione perché totalizza 40 anni. Con la norma messa a punto ieri dalla maggioranza non sarà più possibile: dovrà aspettare fino al raggiungimento di 40 anni effettivi passati a lavorare, altri tre anni

Scrive la Stampa

. Quanto risparmierebbe in questo modo lo Stato? Si dice 500 milioni di euro nel 2013, un miliardo di euro nel 2014.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
17 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO