È (quasi) ufficiale: Renzi vuole rottamare Bersani alle primarie


Mettersi in lizza per la leadership del centrosinistra? Pare che per Matteo Renzi, il capo indiscusso dei rottamatori, sia arrivato il momento. Da sempre in aperta contrapposizione con l'attuale dirigenza del Pd rilancia il suo progetto e sfida ufficialmente Bersani. O meglio quasi ufficialmente

Uno di noi ci sarà, ma spero che ne troviamo uno migliore di me. Io voglio fare il sindaco di Firenze, dopodiché credo che uno di noi dovrà essere candidato alle primarie. Magari troviamo una splendida 35 enne capace, che fa il 'mazzo' a tutti. Deve essere certo che ci devono essere le primarie, e bisogna che le regole siano le stesse che hanno permesso di vincere a Bersani, Veltroni e Prodi

Insomma più o meno una discesa in campo, seppur velata da alcune perplessità tattiche per non bruciarsi troppo in anticipo. Intanto però il suo gruppo soffre già di un'importante defezione: è ormai insanabile la rottura con il suo compagno di rottamazione Civati, consigliere regionale lombardo. Alla base della "fine dell'amore" una differenza di visione piuttosto palese: mentre Renzi è sempre più riformista e moderato con posizioni spesso scomode per la sinistra italiana, Civati è sempre stato più inquadrato nei tradizionali schemi ideologici del centrosinistra.

Ma Renzi pare non preoccuparsene e continua a elargire critiche al segretario giorno dopo giorno: accuse sulla gestione della vicenda di corruzione del braccio destro di Bersani, Penati e attacchi sulla corsa esagerata a inseguire la Camusso sullo sciopero Cgil.

Il Sindaco di Firenze continuerà con questa strategia fortemente critica nei confronti delle tattiche di Bersani&soci e propone dal 28 al 30 ottobre, alla Stazione Leopolda, la convention dal titolo “100 cose concrete per l’Italia” che servirà da trampolino di lancio per la sua sempre più probabile avanzata verso la "rottamazione finale"

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