Manovra caos: ma la "vendetta" di Berlusconi contro la cooperazione e l'art 8 non si ferma

Nel caos sulla manovra, due punti restano intoccati: l’art. 8 e l’abolizione della fsicalità di favore per la cooperazione. E’ una chiara scelta politica per dividere e indebolire il sindacato e per colpire il movimento cooperativo, in particolare quelle “Rosse”.

Che c’entra l’art, 8 con la manovra economica? Perché la stangata alla cooperazione che confligge con l’art. 45 della Costuituzione: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura con gli opportuni controlli, il carattere e la finalità”.


“Soltanto il fascismo è stato altrettanto punitivo nei confronti delle cooperative, che oggi hanno benefici fiscali solo per la parte di utili destinati a riserva indivisibile e necessari per nuovi investimenti e nuova occupazione”, dichiara Marco Minella, segretario generale di Camst, colosso bolognese della ristorazione. “Berlusconi e Bossi - sostiene in una nota - vogliono colpire un sistema di imprese che con grande impegno e originalità coniuga efficienza imprenditoriale e impegno sociale, capacità competitiva e massima attenzione all’occupazione giovanile. Questo è il volto di questo governo in agonia culturale”.

Dagli anni 90 a oggi le agevolazioni fiscali per le coop sono state già ritoccate al ribasso diverse volte. Ormai ne è rimasto ben poco, il minimo indispensabile perché si ottemperi all’articolo 45 della Costituzione. Ma il Cavaliere vuole consumare la sua vendetta: o con me o contro di me.

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