La Lega nord, Gentilini e i cani del Nord Est

Ragioniamo per assurdo. E immaginiamo che in Italia pascolino degli animali strani, con il fazzoletto verde al collo, che ogni tanto trovano divertente abbaiare per farsi sentire. Mettiamo che uno di questi strani esseri si chiami Gentilini, e sia stato per anni il sindaco di Treviso, ora vice sindaco. Cosi si esprime l’esimio mammifero: "Stop ai cani stranieri! Non vogliamo razze straniere - ha detto il vicesindaco- oggi chiedo un salto di qualità: avere come amico dell’uomo i cani e le razze che avevano i nostri progenitori. Vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori e rispettavano l’economia floreale".

La risposta degli esperti locali, ossia dei veterinari, è stato di gelo. Ora, sembra una barzelletta, ma non lo è. Non essendo sufficiente per gli intestini xenofobi di alcuni illustri politici in gran parte leghisti il reato di immigrazione clandestina, sentivano la necessità di un ulteriore riconoscimento della loro bassezza umana e degradazione culturale.

La tentazione del reato di immigrazione clandestina a livello nazionale (bollato da Onu e UE come xenofobo e razzista), studenti Rom cacciati dalle scuole a Milano, leghisti che si incatenano per privare un gruppo di sinti di un loro sacrosanto diritto all’abitazione a Venezia, la bufala della bambina rapita da una Rom a Ponticelli, aggressioni e insulti a Roma. Ecco, il profilo raggelante di uomini politici, che con le loro oscenità danno il via libera alla voglia di violenza di certe figure che uomini non sono.

Non siamo più nel campo della politica, parlo di antropologia. Come diceva il commediografo Tristan Bernard, “Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini”.
 
Via: Guerilla Radio

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