Ore 12 - Manovra e referendum, opposizione divisa

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Se il governo e la maggioranza annaspano nei marosi della manovra, le opposizioni sembrano farsi trascinare negli stessi gorghi. Di fatto Pd, Udc, Terzo Polo, sinistra parlamentare ed extraparlamentare, sono impegnati a tirare ognuno l’acqua al proprio mulino, nel loro gioco migliore: quello dell’autolesionismo.

Nel caos della manovra, invece di concentrare il tiro, con una controproposta unitaria e una risposta di protesta e di lotta unica, pensano al referendum sul mattarellum.

Chi non sa che il “porcellum” è una nefandezza e va cancellata, ma che questo referendum supportato da Di Pietro, Prodi, Parisi, Veltroni, mezzo Pd ecc. servirà alla fine solo a dividere il fronte antiberlusconiano? Ancora una volta si confonde il frutto con la radice.

Il bipolarismo coatto Made in Italy (due poli pieni di partiti e partitini in grado di vincere le elezioni ma non di governare) produce frutti velenosi come il “porcellum”. E’ questo tipo di bipolarismo e questo tipo di alleanze che ... “obbliga” Berlusconi a restare in campo, a fare il padre-padrone del centrodestra, e, forse, a … morire premier.

E chi, come Casini e il Terzo Polo, da anni vuole spezzare il bipolarismo, non ha ancora chiarito nulla: al di là dei contorsionismi verbali e dei giochi di potere, il centro-sinistra può contare o no sull’alleanza col Terzo polo? Non è dato sapere. E il Terzo Polo è o no per un’alleanza con il centro-sinistra?

Scrive Emanuele Macaluso sul Riformista di oggi: “Occorre mettere in chiaro il tema della legge elettorale, se ci sarà il Mattarellum, il leader va concordato prima.
 Insomma, cari amici, la strategia prima della tattica: qual’è l’alleanza che oggi serve al Paese, quali i contenuti di questa alleanza? È su questo che occorre discutere, non solo la legge elettorale”.

Già. Ma non è solo Berlusconi a non aver capito che il Paese è sull’orlo del precipizio.

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