Manovra, si prepara lo sciopero generale Cgil di martedì. Anche Confindustria dice "no" al Governo

Fra tre giorni, martedì prossimo, l’Italia si fermerà per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del governo. I media, specie le tv, hanno altro da fare e quindi oscurano un avvenimento che potrebbe essere uno spartiacque nel bailamme della crisi politica e sociale del Paese.

Le stesse Cisl e Uil, prima hanno ostentato il rifiuto dello sciopero giudicato strumento superato e dannoso, poi, (palesemente in difficoltà per le giravolte del governo sulla manovra al cui centro resta l’attacco ai lavoratori e ai ceti più deboli) hanno tentato goffamente un recupero di iniziativa minacciando a loro volta scioperi e rivendicando meriti molto discutibili come la marcia indietro dell’esecutivo sul pastrocchio pensioni.

Crescono intanto le adesioni allo sciopero dentro e fuori i sindacati e persino nella Cisl e Uil c'è maretta come dimostra la Fim Cisl di Treviso che proprio ieri ha detto sì alla giornata di lotta.

In queste stesse ore il governo si trova a dover fronteggiare anche il chiaro e forte “no” della Confindustria. Il documento conclusivo del direttivo dell’organizzazione degli imprenditori non è solo un atto d’accusa contro la manovra finanziaria, ma una vera e propria mozione di sfiducia nei confronti della maggioranza parlamentare.

Non è una novità di poco conto. Sul piano politico pesa come un macigno, in particolare perché è accompagnata da un appello all’unità delle forze politiche e sociali per fronteggiare la crisi che somiglia molto all’invocazione di un governo di responsabilità nazionale. Quindi una bocciatura a Berlusconi e al governo. I quali fingono di non vedere e di non sentire. Ma il cupo suono dei tuoni annuncia tempesta.

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