Manovra 2011, le critiche dei blogger di destra



Il testo della manovra arriverà domani nell'aula del Senato, dopo aver subito alcune pesanti modifiche (come l'introduzione di una norma che deroga all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori - qui un articolo per chiarirsi le idee). Mentre è normale che, soprattutto dopo queste modifiche, la CGIL sia sul piede di guerra (domani lo sciopero generale), meno scontato è il fatto che ci siano critiche anche da blogger di destra, come Federico Punzi o Daw.

Su JimMomo, Federico Punzi scrive:

"Per far quadrare i conti [...], s'inasprirà la lotta all'evasione fiscale. Al che, detta in termini così generici, non avrei nulla in contrario. Bisogna vedere però come le intenzioni si declinano nella realtà. [...] Va bene la stretta sulle società di comodo alle quali molto spesso vengono intestati immobili e beni di lusso per non pagare le tasse e per avvantaggiarsi nelle graduatorie d'accesso ai servizi pubblici gratuiti. Va bene affinare gli strumenti d'incrocio dei dati sui redditi dichiarati e i beni posseduti. Vanno bene persino le «manette» nei confronti dei grandi evasori."

Alcune cose, però, non vanno bene:

"E' grave [...] il solo ipotizzare la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi. Sarebbe un atto incivile e criminale: lo Stato che non si fa scrupolo di incitare all'invidia sociale, alla lotta di classe tra i suoi cittadini, pur di reperire ulteriori quattrini da sperperare mentre riesce ad allontanare da sé lo sguardo sospettoso dell'opinione pubblica. Se passa, sarà la rapina perfetta, quella in cui i rapinati nemmeno si accorgono di esserlo e si mettono ad accusarsi tra loro."

Seguiteci dopo il salto, parleremo di Berlusconi e Tremonti accostati - indovinate un po'? - a Prodi e Visco.

Daw si spinge ben oltre, con un pezzo intitolato "Si scrive Berlusconi-Tremonti, si legge Prodi-Visco". Già il titolo è tutto un programma, leggiamo insieme il testo dell'articolo:

"Tutte le misure economiche adottate dal governo Prodi-Visco, e che Berlusconi-Tremonti tanto criticavano, sono state ora tutte rafforzate. E quelle che erano state abbandonate sono state reintrodotte. [...] Oggi l’ultimo atto. Torniamo indietro: nel 2008 il terribile Visco, governo Prodi, introduce la pubblicazione dei redditi di tutti gli italiani. Online, su internet. Con un clic tutti sanno tutto di tutti. Il provvedimento scatena mille polemiche, e si becca pure una scomunica della stessa Agenzia delle Entrate, una denuncia del Garante della privacy e una serie infinita di polemiche.

Il centrodestra, ovviamente, si scatena. [...] La sinistra, con Prodi, è vista come la coalizione delle tasse, mentre Berlusconi e il centrodestra si presentano in senso opposto.

Il provvedimento di Visco-Prodi, anno 2008, venne poi ritirato. Oggi, nel 2011, quel provvedimento è attuato da Berlusconi-Tremonti-Bossi."

Ieri Daw ha scritto un altro breve pezzo, dedicato ad un'altra norma, appena introdotta nella manovra:

"La novità di oggi è che i redditi online verranno sì pubblicati, ma senza fare nomi. No, fermi, non è uno scherzo. Non è una barzelletta. La maggioranza ha deciso di pubblicare online i redditi degli italiani senza fare i nomi degli italiani.

Così è. Se vi pare."

Chissà, dopo 17 anni di Berlusconismo, forse la sintesi più efficace della devastazione dello Stato e dei valori condivisi della Nazione è proprio questa sintetica frase: così è (se vi pare).

Foto | Flickr

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