E Giuliano Ferrara sul Foglio attacca "la corte" Berlusconi

ferrara foglio berlusconi oggiGiuliano Ferrara è uno dei consiglieri più fidati di Silvio Berlusconi. Un consigliere sfortunatamente poco ascoltato, cui il Cav. ha preferito staccarsi e riavvicinarsi periodicamente. Ferrara però spesso riemerge nei momenti di difficoltà del premier - pensate per esempio a "In mutande ma vivi" al Teatro dal Verme di Milano il 12 febbraio scorso, cui seguì qualche mese dopo un'analoga manifestazione a Roma - e oggi riemerge, in quello che credo sia uno dei punti più bassi degli ultimi mesi per il signor B. La vicenda del ricatto in cui è coinvolto con Tarantini, le intercettazioni con Valter Lavitola su tutti i giornali, la parola mer*a tradotta in centinaia di lingue del mondo - bel lavoro di NonLeggerlo, a proposito - una parabola discendente in cui Berlusconi emerge sempre più come un concupito da più parti, secondo gli inquirenti ricattato e con amicizie discutibili.

E Ferrara in tutto questo che fa? Oggi sul Foglio attacca piuttosto duramente Berlusconi. Tenetene conto, perché è un segnale bello grosso, un segnale importante. Il direttore del Foglio è molto più che un giornalista a capo di un piccolo quotidiano d'opinione letto da pochi, ma tenuto in considerazione da tanti. L'editoriale si legge su Dagospia, sul sito del Foglio è riservato agli abbonati, qui solo un assaggio:

Non si sa quanto durerà ancora quel che resta del sogno di un politico pop, e populista, così diverso e così distante dalla cifra dell'uomo pubblico ipocrita e bacchettone, ma durasse anche solo qualche mese, il signor B. e tutti noi ne guadagneremmo parecchio da un imprigionamento dorato del Cav. nella regola delle regole: comportati in modo tale da non permettere ai tuoi nemici di farti a pezzi con un nonnulla. Quando si lamenta di un paese di merda, in cui tutto gli viene addosso, magari non ha tutti i torti; ma non è bello, e a volerla dire tutta, con un po' di cinismo, alla lunga non è nemmeno conveniente. Se la gente ti sente libero, è tutta contenta. Ma se sente che la tua libertà diventa il tuo handicap, ti si rivolta contro e di te fa un solo boccone.

Su Dago

l'editoriale integrale.

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