Il Ponte stretto tra Silvio di Nottingham e Tremonti Hood


La sindrome del sì-ma-anche-no sembra aver iniziato a contagiare, come una pandemia, anche la nuova compagine di Governo, che pare aver già riscoperto, grazie ad un Tremonti Hood in grande spolvero, il fascino della finanza creativa ...

Sono trascorse meno di 24 ore da quando il premier Berlusconi ha dichiarato solennemente “Qualcuno ha affermato che è mia intenzione liquidare la società per il Ponte sullo Stretto di Messina: non ho mai detto una cosa del genere. È mia volontà ed è cosa nota che voglio un potenziamento della società: il Ponte sullo Stretto era, è e sarà un nostro impegno nell'interesse della Sicilia, dell'Italia e anche nostro, perché ci dovrà essere qualche cosa con cui noi passeremo alla storia”.

Di sicuro un'opera del genere, se e quando verrà costruita passerà alla storia, come del resto ci è passato pure il Titanic. Ma aspettando i tempi lunghi e ingenerosi della storia ci sono alcuni dettagli che rendono meno realistico l'ottimismo sulla realizzazione della madre delle grandi opere.

I tecnici del ministero abilmente guidato da Tremonti Hood sono al lavoro su un decreto, che sarà varato a fine giugno, e che taglia 1,4 miliardi di risorse destinate alle infrastrutture di Sicilia e Calabria, tra cui il Ponte sullo Stretto. Secondo il sottosegretario all'economia, Nicola Cosentino, i fondi sono stati “temporaneamente presi in prestito”. Per il deputato Udc Salvatore Cuffaro invece “il governo rischia così di comportarsi come lo sceriffo di Notthingam”.

E voi, come la vedete?

Foto: yuzu


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