Veritometro: Castelli, "povero" da 145.000 euro all'anno









"Oggi sono povero, ho pochissimi soldi'


Roberto Castelli, 15 settembre 2011


Scoprite perchè dopo il salto

Incredibile Roberto Castelli. In un dibatitto televisivo con Matteo Renzi a Piazza Pulita su La7, l'ex ministro leghista ha dichiarato:

C’è anche una vecchia generazione di politici (..) che dopoo vent’anni che fan politica come me sono poveri, chiaro? Io facevo l’ingegnere, guadagnavo abbastanza bene, te lo posso garantire. Ho rinunciato alla mia pensione di ingegnere perché ho preferito far politica, nessuno mi ha mandato.. oggi sono povero, ho pochissimi soldi. (..) All’anno ho dichiarato 145.000 euro..

Ora, checché ne dica Roberto Castelli, il concetto di povertà ha una definizione. Anzi, due: c'è la povertà assoluta e quella relativa. Secondo l'ISTAT, la prima:

viene calcolata sulla base di una soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un determinato paniere di beni e servizi. Tale paniere, nel caso specifico, rappresenta l’insieme dei beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. (..) Nel 2007, in Italia, 975 mila famiglie si trovano in condizioni di povertà assoluta (il 4,1% delle famiglie residenti). In queste famiglie vivono 2 milioni e 427 mila individui, il 4,1% dell’intera popolazione.

Ovviamente, questo 4% di "più poveri tra i poveri" non include la famiglia di Roberto Castelli, che con 145.000 euro all'anno non dovrebbe avere problemi a conseguire "uno standard di vita minimamente accettabile". Più ampia la categoria della "povertà relativa", concetto che esprime

la difficoltà nella fruizione di beni e servizi, riferita a persone o ad aree geografiche, in rapporto al livello economico medio di vita dell'ambiente o della nazione. Questo livello è individuato attraverso il consumo pro-capite o il reddito medio, ovvero il valore medio del reddito per abitante, quindi, la quantità di denaro di cui ogni cittadino può disporre in media ogni anno e fa riferimento a una soglia convenzionale adottata internazionalmente che considera povera una famiglia di due persone adulte con un consumo inferiore a quello medio pro-capite nazionale

In pratica, si tratta "delle famiglie che non riescono a spendere più di 992,46 euro al mese ogni due componenti". Una soglia che non dovrebbe essere difficile da raggiungere con uno stipendio da parlamentare, ma facciamo due conti.

145.000 euro all'anno sono circa 10mila euro lordi al mese, tredicesima e quattordicesima comprese. Il che vuol dire sui seimila netti. Un "povero relativo" ha a disposizione meno di 500 euro al mese. Per andare sotto questa soglia, la famiglia di Castelli dovrebbe comprendere, oltre a lui, almeno altre 12 persone, tutte nullatenenti.

L'ex ministro ha cercato poi di chiarire il suo pensiero, con una sorta di acrobazia argomentativa:

Io sono povero nel senso marxiano del termine, cioè vivo solo del mio lavoro, non ho accumulato ricchezze, non ho ville miliardarie, non ho Ferrari, non ho Yacht, non ho la casa al mare, non ho la seconda casa, non ho la casa in montagna.. in questo senso. Ho guadagnato quello che mi è stato dato, non ho lucrato una lira.

L'ingegner Castelli - che ha frequentato il liceo classico Manzoni di Lecco nella stessa classe di Roberto Formigoni - confonde probabilmente "povero" con "proletario", termine con il quale in Marx si intende una "classe sociale di operai che hanno come sola ricchezza la prole cioè il figlio".

Mancano purtroppo in Marx riferimenti alle Ferrari e alle seconde case in montagna, che invece a quanto pare dalle parti di Lecco sono considerate alla stregua di un diritto dell'uomo. In questo mare di assurdità, l'unica cosa vera l'ha detta Matteo Renzi:


"domani tu fai il giro di Internet in tutto il mondo, a dire che con 145.000 euro si è poveri, nel senso marxiano o non marxiano!"

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