Confronto visibilità online tra Governo e Governo ombra

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Con l’aiuto dei dati Bayes-Swarm intendiamo fare un confronto della visibilità on-line tra i ministri del Governo Italiano e il Governo ombra promosso dal maggiore partito d’opposizione.

L’idea promossa dal PD, dal punto di vista comunicativo, aveva tra i fini anche quello di dare visibilità alle proposte e alle personalità dell’opposizione organizzate, teoricamente, appunto come un contro-governo.
Tale governo ombra deve, nelle intenzioni, non solo giudicare le proposte e l’operato di ogni singolo ministro, ma anche fare proposte speculari che abbiano la funzione di mostrare “un progetto” di governo anche da parte dell’opposizione, o meglio, da parte di essa.

Va da sé che con queste premesse risulta difficile, ovviamente, per ogni singolo ministro ombra ottenere visibilità se non “di rimando” , cioè nei momenti in cui è chiamato a giudicare direttamente una proposta o comportamento contingente del relativo ministro. Questa è la posizione dalla quale partire per giudicare i dati sulla visibilità relativa dei vari ministri-ombra che non saranno ovviamente tutti visibili quanto i Ministri del Governo, ma otterranno visibilità solo in relazione alle loro proposte e all’azione del rispettivo Ministro ufficiale.

Per questa ragione non può stupire che alcuni ministri ombra non abbiano avuto nell’ultima settimana nessuna visibilità: mi riferisco ad esempio ai ministri-ombra della Difesa, delle Pari Opportunità o delle Politiche Agricole e Forestali dato che gli stessi titolari del dicastero corrispondente non hanno avanzato particolari proposte e quindi offerto spazio a contro-proposte.
Il vero giudizio può essere dato solo quindi attorno a quei ministri-ombra che hanno dovuto ribattere ad azioni del Governo che hanno sollevato un dibattito in quest’ultime settimane.
Data la visibilità dei Ministri Maroni, Tremonti, Frattini e Berlusconi la capacità del progetto “governo Ombra” può essere testata solo sulla visibilità dei corrispondenti ministri ombra per poter cogliere se sono stati spesso richiamati dai media e dalla rete all’interno dei vari dibattiti (e quindi sostanzialmente centrato il loro obbiettivo di visibilità) o ne sono risultati esclusi (e quindi non sono riusciti ad apparire interlocutori credibili).
Cominciamo con i due Primi Ministri.

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Ovviamente Berlusconi, in quanto Primo Ministro ufficiale ha maggiore visibilità, ma tutto sommato, nel dato complessivo sulla visibilità del periodo 22 Maggio-5 Giugno il Presidente del Governo Ombra regge con poco meno della metà della visibilità del Capo del Governo in carica. Chiaro che non sarebbe sensato aspettarsi dati equivalenti, tutto sommato attestarsi alla metà delle apparizioni del Ministro ufficiale dovrebbe essere considerato per ogni Ministro-ombra un successo. Veltroni, facilitato ovviamente dall’essere a capo dal maggiore partito d’opposizione e da un Presidente del Consiglio che, perlomeno in questo inizio di legislatura, sta seguendo un basso profilo (rispetto al solito), riesce ad insidiare ed impedire una totale egemonia al Presidente del Consiglio.
Con qualunque altro Ministro Ombra, al contrario, il confronto diventa impari.
Scegliendo Fassino, Ministro Ombra degli Affari Esteri notiamo quanto nel pur breve periodo abbia fortissimamente subìto, in termini di visibilità, la copertura del Ministro Frattini.

Come si nota quindi i buoni risultati ottenuti da Veltroni non sembrano venir replicati dai colleghi del governo-ombra.
Questa conclusione è ancora più vera tenendo conto del fatto che Fassino è assieme a Bersani il Ministro-Ombra che meglio riesce ad ottenere una certa visibilità sulla rete; esclusi infatti questi due praticamente nessuno dei membri del “governo d’opposizione” ha fino ad ora ottenuto qualche visibilità, neppure coloro i quali avrebbero dovuto godere dell’effetto “trascinamento” che probabilmente era, a quanto pare, stato sopravvalutato all’inizio.
Minniti non ha una visibilità paragonabile neppure lontanamente a quella di Maroni; allo stesso modo nonostante i dibattiti sulle proposte di Brunetta la corrispondente ministro-ombra Linda Lanzillotta è stata completamente snobbata dalla rete.
A questo punto possiamo trarre delle prime conclusioni.
Il progetto del Governo-ombra non è stato recepito dalla rete come era nei programmi del PD. Si può certamente affermare che, data la novità dell’esperienza nella realtà italiana, una simile analisi dovrà essere rifatta più avanti, anche eventualmente più di una volta. D’altra parte questo rispecchia l’atteggiamento generale dei media e del pubblico che probabilmente hanno dato un peso relativamente piccolo all’iniziativa; infine non si può tralasciare che l’atteggiamento del PD è stato sfasato rispetto alla realtà: l’essere coinvolti nei dibattiti non è un processo automatico se non vengono fatte delle contro-proposte e l’opposizione è forse rimasta spiazzata aspettandosi una sorta di copertura di “trascinamento” che era stata evidentemente sopravvalutata.
In ogni caso è soprattutto nel medio-lungo termine, con la creazione di una routine nel dibattito governo-opposizione, che la rete avrà tempo di metabolizzare l’idea e sarà proprio nel medio-termine che potremo valutare la validità della proposta, che potrà avere performance non necessariamente influenzate da questa partenza, almeno in parte, deludente.

Guido Taietti

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