Veritometro : Romano La Russa, il fascismo e Berlusconi perseguitato









"Berlusconi? E' più perseguitato dei pochi perseguitati durante il ventennio fascista"




Romano La Russa, 19 settembre 2011



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Romano La Russa, fratello del ben più noto Ignazio, è l'assessore all'Industria, Piccola e Media Impresa e Cooperazione della Regione Lombardia. Intervistato qualche giorno fa da La Zanzara, su Radio 24, ha dichiarato (come riportato da Non Leggere Questo Blog):

Abbiamo una grande simpatia per il fascismo, noi non rinneghiamo la simpatia per il fascismo ... soprattutto adesso ... piuttosto che dire che il fascismo è stato il male assoluto mi ammazzerei ... dirlo è da idioti. Se dovessi scegliere tra Churchill e Mussolini non avrei alcun dubbio: io amo Predappio ... dal punto di vista sociale nessuno ha fatto quello che ha fatto il fascismo. (..) Berlusconi? E' più perseguitato dei pochi perseguitati durante il ventennio fascista (..) Ma quale dittatura! Ora c'è la dittatura, la dittatura della democrazia! Durante il ventennio c'era moltissima libertà, nessuna dittatura, si stava meglio di adesso ... no, non l'ho vissuto il ventennio, sono nato 7 anni dopo ... ma era meglio il fascismo degli anni '70, io quelli li ho vissuti ... durante il ventennio non vi era così tanta meno libertà di adesso ... certo, se eri contro il potere c'era un po' meno disponibilità ... ma c'era tanta libertà...

L'intervista di La Russa junior contiene più di un'affermazione discutibile - per usare un eufemismo. Concentriamoci per il momento però soltanto su quella che riguarda Silvio Berlusconi "più perseguitato che sotto il fascismo". Cosa succedeva agli oppositori politici sotto il regime? Se andava bene, il confino - che wikipedia definisce così:

Il confino era, nel periodo fascista in Italia, sinonimo di messa al bando dalla società civile e di reclusione in remote località della nazione, dove vi erano poche vie di comunicazione. Al confino finirono i più grandi intellettuali antifascisti, forzatamente isolati su minuscole porzioni di terra in mezzo al mare (Pantelleria, Ustica, Ventotene, Tremiti, per citare le isole più utilizzate) o in paesi della Lucania (ad es. Roccanova), così da separarli fisicamente, moralmente e socialmente da qualsiasi contatto con il resto del Paese. Il confino aveva una durata massima di 5 anni, che tuttavia potevano essere rinnovabili. Nel periodo fascista il confino politico fu applicato anche, dopo l'approvazione delle leggi razziali del 1938, agli omosessuali, accusati di "attentato alla dignità della razza". I confinati venivano tradotti nelle isole in catene e venivano assimilati ai delinquenti comuni.

Il giorno in cui Berlusconi verrà tradotto in catene a Ventotene e separato da qualsiasi contatto con il resto del paese, potremo cominciare a discutere circa la verità dell'affermazione di Romano La Russa. Fino ad allora, veritometro falso per l'assessore in quota PdL.

PS: Per chi fosse interessato, Romano La Russa ha pubblicato sul suo sito una nota di risposta a chi l'ha criticato per le sue affermazioni. Come prevedibile, si tratta solo di "polemiche inutili della sinistra":

Nel classico spirito ironico e goliardico del programma, i conduttori hanno incalzato La Russa sui temi del fascismo; tra una battuta e l'altra, l'assessore ha ribadito la sua simpatia per quanto fatto dal regime negli anni '20 e sino alla fine degli anni '30 (infrastrutture, campagne a favore dei lavoratori...), ribadendo però che "al giorno d'oggi solo uno stupido potrebbe pensare di riproporre quel modello di governo, ormai anacronistico". Alcuni esponenti del Pd e della sinistra italiana non hanno compreso (e non ve ne era dubbio, vista la loro assoluta mancanza di ironia!) lo spirito simpatico della trasmissione, innescando una polemica inutile, sproporzionata e fuori luogo, tacciando La Russa di aver fatto un'apologia del fascismo.

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