Pd, siamo alle solite. Bersani contro Berlusconi, Renzi contro Bersani

Siamo alle solite. Nel Pd uno rema da una parte e l’altro rema in direzione opposta. L’uno, il segretario Pier Luigi Bersani chiama il partito e gli italiani alla mobilitazione contro Berlusconi e l’altro, il “rottamatore” Matteo Renzi getta benzina sul fuoco dentro il partito.

Il Pd scenderà in piazza a Roma il 5 novembre 'In nome del popolo italiano'.

Bersani spiega: "Noi non siamo semplicemente l'opposizione, noi vorremmo interpretare un'esigenza di governo, di riscossa, di ricostruzione di questo Paese e staremo larghi, cercheremo di chiamare tutti, in nome del popolo italiano, per rimettere il Paese all'altezza della sua dignità”.

Invece gli obiettivi del sindaco di Firenze sono più .. interni e riguardano la leadership del Pd: "Non so e non immagino chi sarà il prossimo leader, credo che dovrà essere, a prescindere, il leader di una nuova generazione perchè quelli di ora, che stanno in Parlamento da 20 o 30 anni, quello che hanno potuto fare l'hanno fatto e quello che potevano non fare non l'hanno fatto".

Renzi vuol continuare a fare 'il sindaco di Firenze'. 'Poi, come tutti i sindaci - ha aggiunto -, avverto di non essere il capo di una Repubblica autonoma e tutti dovremo dare una mano'. Dopo aver ribadito che il Pd deve dire cosa vuole fare per il futuro, smettendo di parlare dei 'disastri' del Governo Berlusconi, 'tanto ci pensano da soli', Renzi ha ricordato la convention in programma 'a fine ottobre alla Leopolda di Firenze', dove 'cercheremo di dire che si puo' fare politica non parlando male degli altri ma raccontando quello che vogliamo fare'.

Bene. Finalmente il Cav ha trovato pane per i suoi denti. Cosa aspettano nel Pd a … “chiarire”?

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