"Il Foglio":il nucleare? Più sicuro dei cantieri


Continuano inesorabili le polemiche su nucleare si/nucleare no. Siamo fatti così, forse è anche un pò dell'esotismo che ci evoca l'atomo, qualcosa che forse avrà a che fare con canzoni che hanno tragicamente segnato la nostra adolescenza; e non alludo, che so, a Dancing with Tears in my Eyes degli Ultravox, ma a qualcosa di molto più pop. Leggo sul Foglio di oggi di questa ricerca, non promossa da loschi banchieri e ceo delle peggiori corporation planetarie, ma da Legambiente:

Ogni incidente, letale o no, rappresenta una tragedia e una minaccia, ma i segnali di pericolo scampato sono più numerosi dei danni effettivi misurati ex post. Questo non risolve, naturalmente, tutti i problemi di sicurezza ma i dati suggeriscono che, per tasso di fatalità e di incidenti con conseguenze sanitarie riportate anche se non rilevanti, l’industria nucleare non sia più pericolosa, anzi lo sia probabilmente meno, di qualunque altra attività. In tutto, in media, in sessant’anni di storia nucleare, in tutto il mondo, il numero di vittime è stato pari a 0,23 all’anno, al netto di Chernobyl. Per dare un termine di paragone, in Italia nel 2007 gli infortuni sul lavoro sono stati 913.500, con 1.260 vittime

Sarà. I numeri sono numeri, però è anche una questione di tempi di dimezzamento. Da una parte ci sono scorie che restano per qualche migliaio di anni pericolose e contaminanti, dall'altro dolori inesprimibili, ma che si soffocano nel giro di una generazione. Non so se sia il caso di fare paragoni.

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO