Il MIUR non rettifica sul tunnel Cern-Gran Sasso: «Polemica ridicola».

CernGranSassoTunnel

Siamo al paradosso: invece di rettificare il marchiano errore (il tunnel fra il Gran Sasso e il Cern che, ovviamente, non esiste), il Ministero Istruzione Università e RIcerca se la prende con chi ha fatto notare l'errore marchiano, negando l'evidenza e definendo ridicole le polemiche.
Nel nuovo comunicato stampa si legge:

Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso.

E' palesemente falso: come chiunque può notare, nel precedente comunicato si parla letteralmente di tunnel fra il Cern e il Gran Sasso. E' un testo scritto, ed è l'originale, non è una parafrasi giornalistica.

Fra l'altro, da un comunicato del MIUR ci si aspetterebbe un uso quantomeno specifico di termini tecnici. Magari si potrebbe parlare di acceleratore, che si trova all'interno del fantomatico tunnel, per esempio (ammesso che il MIUR sappia come è fatto il CERN e quali siano le strutture che ospita). Magari si potrebbe citare il progetto. Essere più specifici. Tecnici. Scientifici sebbene divulgativi. E si prosegue nel ridicolo:

Alla costruzione di questo tunnel e delle infrastrutture collegate l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

E niente. Secondo il Ministero - che non ammette l'errore marchiano -, il focus è che l'Italia ha partecipato a costruire un tunnel e infrastrutture collegate per 45 milioni di euro. Una puntualizzazione patetica. Del resto, sul sito dell'equivalente ministero francese, per esempio, nella sezione dedicata alla stampa, non si trova nulla di analogo né di paragonabile. Non è un successo politico, questo. E' una ricerca scientifica.

OPERA (questo il nome del progetto che da tre anni studia il comportamento dei neutrini è realizzato con il contributo di circa 200 ricercatori provenienti da 36 istituti diversi di 16 differenti nazioni..
Ad uso e consumo dei lettori (e del MIUR), questo è il sito ufficiale del progetto. Il resto è solo retorica propagandistica, che pure va confutata.

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