Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Medio Oriente: Yemen, ancora proteste contro Saleh. Come anticipato dagli esponenti dell'opposizione, il ritorno in patria del presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha dato il via a un'escalation delle proteste e degli scontri di piazza.

Come riporta la Cnn, la miccia è stata innescata dal discorso televisivo tenuto domenica da Saleh. Di fronte alle telecamere, il Presidente yemenita ha affermato che i responsabili degli scontri e delle proteste antigovernative sono “terroristi criminali” che mirano a “conquistare il potere, rubare le ricchezze del Paese e minarne la stabilità.

Parole che hanno infiammato gli animi dei sempre più numerosi manifestanti che chiedono le dimissioni di Saleh e un cambio di regime per lo Yemen. Ieri decine di migliaia di dimostranti sono scesi nelle strade della capitale Sanaa; Tawakul Karman, una degli esponenti di spicco dell'opposizione, ha dichiarato che la protesta sta montando e che presto gli oppositori marceranno direttamente verso il Palazzo presidenziale.

Le proteste e le violenze non hanno coinvolto solo la capitale, ma si sono diffuse a macchia d'olio in otto province del Paese.

E' una situazione che potrebbe prefigurare anche per il Presidente yemenita un destino simile a quello di Ben Ali o Mubarak.

Per evitare di essere travolto dalle proteste, Saleh ha dichiarato di voler rimanere al potere per garantire una transizione pacifica e ha affermato che il suo vice-presidente ha il potere di approvare una proposta avanzata dal Consiglio per la Cooperazione nel Golfo, che condurrebbe a nuove elezioni presidenziali. Secondo l'opposizione, il Presidente yemenita starebbe però solo cercando di guadagnare tempo per rimanere al potere.

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