Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Repressione in Siria: pronta una risoluzione al Consiglio di sicurezza Onu. In realtà, una prima bozza di risoluzione per varare sanzioni contro la Siria di Assad era già stata annunciata il mese scorso, ma le minacce di veto di Russia e Cina, seguite dall'opposizione di Brasile, India e Sud Africa (i cosiddetti Brics) l'aveva bloccata sul nascere.

Come riporta Al Jazeera, la nuova risoluzione, il cui voto al Consiglio è atteso in tempi brevi, dovrebbe incontrare maggiori favori da parte dei Brics e iniziare a colpire economicamente il regime siriano (il che, in larga parte, significa colpire il patrimonio personale di Assad e della sua famiglia).

La nuova risoluzione è stata portata avanti da Gran Bretagna, Francia, Germania e Portogallo con l'appoggio degli Stati Uniti. Nello specifico, esprime “seria preoccupazione” per la situazione della repressione in Siria e chiede “una fine immediata a tutte le violenze”. Nel caso la Siria non dovesse recepire gli ammonimenti, la risoluzione prevede che il Consiglio possa adottare “provvedimenti mirati, tra cui sanzioni”.

Tutto dipende dall'atteggiamento che decideranno di adottare i Brics e, soprattutto, da quale linea decideranno di adottare Cina e Russia, che sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Sin dall'epoca sovietica, Mosca vanta una storica alleanza con la Siria. L'impopolarità del Presidente siriano Bashar al Assad e la crescente condanna della comunità internazionale per la violenta repressione degli oppositori da parte del regime, potrebbero portare la Russia ad apportare qualche atteggiamento di facciata nel suo atteggiamento verso Damasco, ma è improbabile che Mosca si spingerà a votare l'approvazione di sanzioni.

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