Diego Della Valle "spara" sulla casta: ha ragione ma ha ... torto

Niente è più facile, oggi come 17 anni fa, “sparare” sulla politica, “sparare” nel mucchio della casta.

Della Valle ha detto una cosa giusta, quasi tutti i politici pensano ai loro interessi. Però, e questo non l’ha scritto sulle inserzioni a pagamento, “i politici pensano ai loro interessi” come fanno quasi tutti gli industriali, dal primo all’ultimo. Spesso appoggiandosi ai politici, come il buon Mr Tod’s ha fatto per anni con Clemente Mastella, quando l’ex ministro contava, eccome se contava. Cui prodest?

Perché Della Valle ha sentito questa (legittima) insopprimibile esigenza di esternare dando alla fin fine una mano a quel club sciagurato dell’antipolitica che ha portato a “questa” politica e a questi politici? Siamo proprio convinti che la cosiddetta società civile sia migliore della politica?

Della Valle non indica la soluzione ma pare riproporre sotto traccia il ricorso a un nuovo “salvatore della patria”, a un Berlusconi dalla faccia più presentabile e dalle mani più pulite. Se così fosse, il Paese resta a friggere nella padella, o ad arrostire nella brace, che è lo stesso.

Non di meno politica ha bisogno oggi l’Italia. Serve invece più politica “nuova”, servono partiti “veri” con gente “reale”, con gruppi dirigenti selezionati democraticamente, non agenzie di potere di proprietà di grandi o piccoli sultani dediti a coltivare i propri interessi, a nominare e comprare deputati, e a favorire cricche amiche spingendo sui tasti della demagogia e del populismo. Caro Della Valle, gli italiani hanno già dato.

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