Alfano sfrutta Renzi per attaccare il Pd


E' riuscito nell'impresa di scaldare i 2000 eletti dell'assemblea degli Stati Generali del Pdl in Lombardia con il suo discorso di sabato. Risultato molto soddisfacente considerata la depressione della base e di gran parte dei rappresentanti del partito vista la perdita di consenso innegabile e l'evidente crisi dell'esecutivo.

Ha fissato i tempi per i congressi cittadini e provinciali (una novità per il Pdl) e ha fatto capire che dal 2012 sbarcheranno le primarie anche a destra. Ma non ha mancato anche di sottolineare la necessità di rinnovamento e svolta per evitare di far ricordare il Pdl e il centrodestra creato da Berlusconi come parentesi della storia. Ci sono stati anche dei passi falsi come la difesa esasperata di Berlusconi (ma d'altronde è stato nominato da lui) mentre è sembrato convincente l'attacco ai leader della sinistra.

Alfano ha ricordato che a sinistra ci sono gli stessi visi da 30 anni e ha usato Matteo Renzi per un attacco ironico ma allo stesso tempo ben mirato al Pd.

"Renzi parlando del Pd dice che gli e' successo il contrario di quanto accade ai suoi omologhi negli altri Paesi. Negli Stati Uniti ora c'e' Obama, prima ci sono stati Clinton e Kennedy, ma quando parlavano da un palco sotto avevano sempre i manifesti dei Democratici. Renzi sottolinea invece come in Italia sul palco ci siano sempre le stesse persone mentre cio' che cambia sono i manifesti: prima Pci, poi Pds, poi Ds, ora Pd..."

Verità innegabile rafforzata dalla constatazione che i vari Bersani, Vendola, Veltroni, D'Alema ecc c'erano da ben prima della caduta del muro di Berlino di cui, secondo Alfano, "si sono accorti della caduta non per una intuizione, ma facendo zapping in tv"

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