Pacchetto sicurezza: qualche dubbio sociologico

Parliamo un po’ di sicurezza. O di immigrazione. Anzi, di tutte e due, dato che negli ultimi tempi sembra siano diventati due argomenti indistinguibili. Non c’è bisogno di rifarsi al concetto di tautologia della paura di Alessandro dal Lago per capire e rendersi conto del clima creato recentemente, dove l’immagine è polarizzata tra i biechi delinquenti extracomunitari (un po’ meno delinquenti ma pur sempre sospetti se hanno il permesso di soggiorno) e gli italiani, onesti, virtuosi e vittime di una legislazione fin troppo tollerante.

La possibilità di rendere la clandestinità un reato, oltre alle perplessità sul piano della morale e del diritto, pone numerosi problemi pratici, come rileva Maurizio Ambrosini: un decreto che colpirebbe oltre 700.000 persone trova le carceri piene, e i tanto decantati Cpt hanno 2700 posti, occupati tra l’altro. Senza senso sembra anche la distinzione tra le badanti e il resto degli immigrati, neanche rifacendosi ad una visione totalmente utilitarista dell’immigrazione (perchè le badanti sì e i muratori no?).

Ciò che è più preoccupante è la totale assenza nel documento di misure effettive contro la domanda di immigrati clandestini, che è il principale motore delle migrazioni: il mondo del lavoro sommerso, che nel nostro paese ha dimensioni abnormi, non viene nemmeno citato. Anche per quanto riguarda le prostitute (definite soggetti pericolosi) o lo spaccio, si cerca di affrontare un fenomeno estremamente complesso con misure drastiche che non risolvono il problema ma semmai ne aprono altri. Si colpisce solo l’immigrazione, ossia i soggetti più deboli, perdendo totalmente di vista il resto. Come rileva efficacemente Tullio de Mauro, si marginalizza una categoria sulla base dell’origine o del colore della pelle e poi la si accusa di essere marginale.
Buffa è a questo proposito la crociata per l’espulsione di rom e rumeni, difficile data la cittadinanza europea. Non si capisce, riguardo all’immigrazione in generale, se queste ‘sviste’ siano esclusivamente propaganda di chi vuol mostrare all’elettorato che finalmente si usa il pugno duro o se veramente si sta varando un decreto completamente inefficace col solo scopo di risultare un deterrente futuro e influenzare le rotte migratorie (effetto improbabile).
E sì che esistono altri problemi ben più gravi: è più probabile morire sul lavoro in Italia che in uno scontro nella striscia di Gaza, il nostro tasso di natalità è tra i più bassi al mondo e ben al di sotto del tasso di sostituzione naturale e si potrebbe andare ancora avanti...

Foto: confusedvision, Flickr

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