Ore 12 - Legge elettorale: nè Porcellum né Mattarellum, né padella né brace

altroNon è la prima volta, in politica, che si confonde il “dito con la luna”. Il referendum sulla legge elettorale è un forte segnale per la volontà di partecipazione dei cittadini e un passo importante per superare una delle peggiori anomalie del nostro sistema politico.

Attenzione però a non cadere nella trappola: nel 1993 il referendum che doveva cancellare la Prima Repubblica aprì poi le porte a Berlusconi. Deciderà la Corte sulla costituzionalità del referendum. Sul piano politico con chiarezza va lanciato uno slogan: “Né Porcellum né Mattarellum”. Se il referendum passa può portare alle elezioni anticipate.

Dice il vicepresidente dell’Api Pino Pisicchio: “Votare con l’attuale Porcellum può generare un effetto Weimar”. Insomma il caos.

Il buon senso, non solo politico, dovrebbe sfociare in una nuova legge basata su pochi principi: scelta dal basso degli eletti con il voto di preferenza plurimo (il collegio uninominale è la versione edulcorata della lista imposta dai vertici); abbattimento del premio di maggioranza e aumento della soglia di sbarramento al 5%; voto ai diciottenni anche al Senato (cancellando le asimmetrie tra le due Camere); divieto di candidature plurime.

Non sarebbe un bel passo avanti? Giusto cancellare il Porcellum. Ma guai cadere dalla padella alla brace.

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