Silvio Berlusconi pensa solo al debito: «Non mi sto interessando della legge elettorale»

Silvio Berlusconi dichiarazioni su Governo.it

Sul sito ufficiale del Governo appare una irrituale quanto interessante dichiarazione di Silvio Berlusconi. Da leggere e da commentare.
Il comunicato comincia così:

Non mi sto interessando della legge elettorale. Quello che mi sta a cuore in questo momento è continuare a lavorare per portare l'Italia al riparo dall'attacco al nostro debito pubblico e fuori dalla crisi finanziaria globale.

Uno scenario apocalittico, dal quale però non si evince un dato fondamentale: chi sta attaccando il nostro debito pubblico? Un nemico invisibile? Un nemico reale e concreto? Da dove proviene questo attacco? E ancora: se la crisi finanziaria è globale, come può Berlusconi portar fuori l'Italia? Intende forse recapitare il nostro paese altrove, magari in un altro sistema solare? Su Marte no: è un pianeta rosso, ci mancherebbe solo quello.
Ma proseguiamo con la lettura:

Per questo governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la metà di questo mese, come ci siamo impegnati a fare.

Arriverà, dunque, un nuovo decreto che verosimilmente conterrà altre correzioni all'ormai celeberrima manovra anticrisi, e bisognerà vedere cosa ci si troverà dentro, visto che al momento la manovra - a parte l'impermeabile galassia a sé stante del PdL - ha scontentato praticamente tutti.

Non può mancare, poi, il consueto attacco a tutto ciò che è informazione.

A leggere le due righe che seguono viene proprio da pensare, anche a chi non vorrebbe per forza pensar male, credo, che al premier farebbe proprio piacere che non si potesse avere tutta questa "libertà" di dire le cose. La dichiarazione, infatti, prosegue così:

Tutto il resto sono le solite chiacchiere del teatrino quotidiano della politica, che, purtroppo, va in scena tutti i giorni sui quotidiani, nelle tv e on line e che produce solamente confusione e demoralizzazione nella gente.

Infine, si ritorna ai cavalli di battaglia di Berlusconi: il premier non ha alcun potere; la giustizia va riformata (ci sono pur sempre le toghe rosse ad agire indisturbate), si è già fatto tanto (cosa esattamente?) e le opposizioni non pensano al bene del paese ma pensano solo a detronizzarlo. Se non ci credete, ecco come prosegue la nota originale, affatto diversa da questa breve parafrasi:

La riforma del sistema elettorale non è materia sulla quale mi sto esercitando. Le riforme che mi interessano in questo momento sono quelle del fisco, della architettura istituzionale, della giustizia, che sono il completamento delle riforme attuate in questi tre anni. Su questi temi, pur con il limite degli inesistenti poteri attribuiti dalla Costituzione al premier, sto spronando la maggioranza a lavorare presto e bene in Parlamento. Su queste riforme decisive per il presente e per il futuro del Paese, sarebbe auspicabile un contributo fattivo dalle opposizioni, se pensassero davvero al bene comune e non solo alla mia poltrona di premier".

La comunicazione del Governo, anche attraverso i suoi canali ufficiali, dunque, è ormai al servizio delle verità di Berlusconi, che il premier va ripetendo da anni e anni a reti unificate. Il disco è rotto, tanto quanto quello delle opposizioni che chiedono le dimissioni.

Se non altro, avendo affidato i propri pensieri alla parola scritta, il premier non potrà dire che è stato frainteso. A meno che anche la lingua italiana non sia diventata un'opinione.

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