Confindustria perde pezzi, dopo Fiat l'addio (tutto politico ...) di Cartiere Pigna.

Detto e fatto. Dopo la Fiat, un’altra azienda storica e importante abbandona Confindustria. Si tratta delle Cartiere Paolo Pigna Spa (quelle degli album da disegno) fondate nel 1870.

Lo annuncia Giorgio Jannone, presidente e amministratore delegato dell'azienda, deputato del Pdl che in questa veste presiede la Commissione Bicamerale di controllo sugli enti previdenziali. E’ davvero paradossale che la ragione del distacco sia ... politica.

«Confindustria - spiega Jannone - deve rappresentare tutti gli iscritti, senza assumere posizioni marcatamente politiche e senza porre ultimatum al governo, senza avallare candidati politici o annunci a pagamento. Poiché mi trovo, unico in Italia, a essere nel contempo parlamentare di maggioranza e presidente di una grande industria iscritta a Confindustria da oltre un secolo, ritengo che la nostra uscita, dopo quella di Fiat, possa rappresentare un segnale non privo di significato».

Già, il significato è fin troppo chiaro ed è una copertura politica a Berlusconi. Vincenzo Boccia, presidente della Piccola industria di Confindustria, a margine dei lavori del Forum di Federexport in corso a Firenze non la manda a dire: “Jannone è parlamentare di maggioranza e presidente della Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali, il che la dice lunga”.

Dice Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera: “Si sta allegramente scherzando con il fuoco. Dopo Fiat, Pigna. Alcuni rappresentanti della Lega si sono spinti ad ipotizzare l'abbandono di Confindustria da parte della aziende di Stato”.

Si sta giocando con gli zolfanelli nel deposito di benzina.

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