Moody's declassa l'Italia

Moody's declassa l'Italia

Dopo S&P anche Moody's, la seconda sorella del rating mondiale, ha declassato l'Italia.

Nella scala di valutazione del debito pubblico di Moody's, diversa da quella di Standard & Poor's, l'Italia è passata da Aa2 ad A2. Cambiano le sigle e le scale, non la sostanza: anche secondo Moody l'Italia è un paese più vulnerabile. E le prospettive per il futuro (quelle che in gergo vengono definite outlook) sono negative.

Nella nota che accompagna la decisione di Moody's si legge:

Dato che oltre metà delle misure di consolidamento fiscale sono basate su un aumento delle entrate i piani sono vulnerabili rispetto all'elevato livello di incertezza sulla crescita economica in Italia e nel resto dell'Ue. Inoltre può essere difficile raggiungere un consenso politico su tagli alla spesa aggiuntivi. Di conseguenza, potrebbe essere complesso per il governo generare gli avanzi primari necessari per porre il rapporto tra debito e Pil e il peso degli interessi su un solido trend al ribasso.

Secondo l'agenzia, è la naturale conclusione della procedura di riclassificazione iniziata il 17 giugno scorso. Palazzo Chigi fa sapere che si trattava di una decisione attesa.

Tuttavia, la notizia, che arriva meno di due settimane dopo il declassamento ad opera di Standard & Poor's, conferma le aspettative negative a proposito delle possibilità di ripresa a breve termine del nostro Paese. E il giudizio sul debito non può essere - come più volte spiegato - separato dal giudizio politico. Al punto che nella nota di Moody si legge chiaramente che, fra le motivazioni del declassamento, c'è anche il clima di incertezza politica e il fatto che difficilmente si potrà trovare consenso politico attorno a nuove misure di taglio alla spesa pubblica.

Che ne sarà del nostro paesello?

[Sito ufficiale di Moody's]

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