Intervista con Vladimir Luxuria: il Pigneto, l'aria che tira, e tutto quanto

Si, so di non essere Douglas Adams, ma come titolo mi piaceva. Venerdì ho avuto l'occasione di fare quattro chiacchiere al telefono con Vladimir Luxuria, di cui ci eravamo già occupati in passato. Ora, la situazione non era delle migliori, vi spiego perchè: avevo appuntamento telefonico alle tre, e alla stessa ora dovevo trovarmi in un centro Exodus e intervistare un ex ordinenovista che avevo scovato per caso mentre cercava di uccidersi in una piazza di Milano.

Unire le due cose, non era facile: nel mentre avevo un criptozoologo che dovevo sentire per un altro pezzo ancora, ma questa è un'altra storia. Chiamo Luxuria dal centro, all'inizio è occupato. Tiro giù qualche maledizione e continuo a parlare con il fu extraparlamentare di estrema destra che racconta storie di manicomi criminali, psicofarmaci, e di una vita piuttosto triste.

Riesco prendere la linea con Luxuria. Risponde, gentilissima: sembra che si sia appena svegliata, ma è davvero gentile. L'ex terrorista quando gli ho detto della telefonata si è messo a ridere. Chiedo al già onorevole Guadagno del Pigneto, il quartiere teatro dell'aggressione squadrista - non vuol dire niente avere un che tatuato, è un'aggressione squadrista, punto - e mi racconta di un quartiere unito, da sempre, un quartiere decisamente rosso.

Un quartiere un tempo popolare, in cui i prezzi della case sono esplosi, deflagrando sotto la pressione della bolla speculativa immobiliare che accomuna Milano e Roma. Vladimir Luxuria in quel quartiere ci ha comprato casa, e ora si trova a vivere in un appartamento che un tempo era fuffa e adesso è oro.

La stessa cosa che è accaduta a Milano: dove un tempo Corso Como era un luogo disperato e squallido, ed oggi, è il tempio del peggio del nostro peggio a tutti i livelli. Ma questo è un altro discorso.

Ed è anche finita la prima parte, si prosegue nei prossimi giorni.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO