Parte il censimento 2011. E si polemizza anche su quello

Censimento 2011

Oggi è il primo giorno utile per compilare il questionario del censimento online, sull'apposito sito internet. E duole notare che, sul web, non si perde occasione per polemizzare anche su questo. In particolare, si polemizza con il fatto che nelle prime ore del mattino il sito ufficiale sia andato in tilt.

Ma secondo il sito ufficiale dell'ISTAT ci sono stati picchi di 500.000 collegamenti contemporanei al sito. Cosa che può anche mettere a dura prova un server, come noto. Cosa, fra l'altro, che dovrebbe dare un interessante e illuminante quadro sul fatto che l'informatizzazione e l'accesso al web degli italiani comincia a essere un fatto importante: sarà interessante, lasciando da parte le polemiche, scoprire anche quanti avranno scelto la formula online, alla fine del periodo utile per rispondere alle domande dell'ISTAT. Va ricordato che compilare il censimento, online o cartaceo, è obbligatorio e che per farlo c'è tempo fino alla fine del 2011.

Proprio per questo (i quasi tre mesi di tempo durante i quali si potrà tranquillamente accedere al sito senza il pericolo di trovare una simile quantità di accessi) le polemiche appaiono inutili, sterili e strumentali.

Anche sul costo si può dire poco o niente: 590 milioni di euro. Circa dieci euro per abitante. Come scrive Il fatto quotidiano, in U.S.A. costa 34 euro pro capite. Nel Regno Unito 8,7. Niente sprechi, dunque, se vogliamo paragonarci ad altri paesi.

Inoltre, il censimento è utile. Si è sempre fatto, in Italia, dal 1861 (salvo due eccezioni: il 1891, per problemi economici del Paese, e il 1941 per la guerra. Se ne fece uno in più nel 1936 perché per una riforma si era stabilito di fare un censimento ogni 5 anni, ma poi la periodicità venne riportata a dieci). Si fa in tutti i Paesi del mondo.

E' comprensibile che sia "cliccabile" la notizia "Il censimento parte male". Ma non è una notizia, è una polemica fine a se stessa. Alternativamente, si potrebbe offrire come notizia: gli italiani non sanno fare le partenze intelligenti nemmeno sul web.

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