Condono tombale 2011: a che punto siamo?

condono tombale 2011 tremonti Se ne parla da almeno un paio di mesi. Il condono tombale 2011 è al centro delle attenzioni per la maggioranza; certo, è una misura impopolare, certo è una misura che scredita ancora di più un governo già ai minimi storici di credibilità, ma come diceva un tale "Per uno rovinato, non c'è rovina". Tanto vale giocarsi anche quella carta: ma che cos'è il condono tombale? Avevo provato a spiegarvelo a fine agosto, quando girava la voce, ma val la pena di tornarci sopra. Il condono fiscale è la materializzazione del “pochi, maledetti e subito” in tema fiscale: sana la posizione del contribuente davanti al fisco, nel caso questi non abbia pagato imposte di vario tipo. Potete regolarizzare la vostra posizione pagando una frazione di quanto avreste dovuto pagare in origine. Ma prima di tutto, quanto si è incassato in passato con i condoni?

Tanto. Secondo i dati della CGIA di Mestre, negli ultimi trent'anni i condoni hanno garantito allo Stato introiti per 104,5 miliardi di euro. I condoni vanno oltre le aspettative: nel 1982, nel 1992, e nel 2002/3 hanno portato un gettito rispettivamente del 113%, 120,6% e 160,4%. Nel 2002/3 sugli 8 miliardi previsti, ne sono arrivati 12,8. Sempre secondo la CGIA di Mestre però, non tutti i condoni hanno sortito l'effetto voluto: tra i meno utilizzati dagli italiani sicuramente quello delle scritture contabili del 1995 (appena il 2,7% degli incassi preventivati) e quello sui rifiuti del 1989, arrivato appena al 3,3% dell'introito previsto.

Quanto si incasserebbe oggi, con un condono tombale? Si dice sui 35 miliardi di euro, un bel po' di soldi. Il PdL sembra spaccato, ma è tutta una recita: l'idea lanciata da Cicchitto sul finire di settimana scorsa, raccoglie consensi. E poi, c'è poco da protestare, o da mettersi di traverso come Tremonti, la cui coerenza in tema condono non è certo straordinaria. Basta rileggere questo pezzo di qualche tempo fa di Sergio Rizzo, uscito sul Corriere della Sera del 4 ottobre 2009 - due anni fa, non duecento - per rendersi conto della situazione:

In un rapporto del novembre 2008 sulle sanatorie fiscali la Corte dei conti ne ha contati 13, soltanto fra il 2003 e il 2004. E lì i magistrati contabili non hanno avuto timore a chiamare «condono» anche il primo scudo fiscale, papà della nuova sanatoria per i capitali illegalmente esportati. Quella che l' Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che ha definito «una beffa» perpetrata dal «furbetto del governino» dopo essere stato allargato in Parlamento anche ai reati penali. Una bella botta per Tremonti, che avendo all' inizio escluso tassativamente la non punibilità di nefandezze tipo il falso in bilancio, si è poi rassegnato: «Senza le modifiche del Parlamento lo scudo sarebbe stato un suicidio». Un suicidio? Già, «sarebbe stato un' autodenuncia penale»

Vedrete: scommetto un centesimo simbolico che ci sarà ancora qualche settimana di starnazzi, e poi lo faranno.

Foto | Flickr

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